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Siena: il palio di Provenzano 2012

Il racconto di un'edizione vista dalla parte dei contradaioli: preparandosi all'evento con loro, esultando con loro, festeggiando con loro. Un racconto magico ed affascinante per vedere il Palio da un'altra angolazione.

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  • Per me guardare il Palio di Siena alla TV è sempre stato un appuntamento fisso e sospirato. Credo di non averne mai perso uno nella mia vita… è sempre stato un evento che mi attraeva e che calamitava la mia attenzione senza un motivo particolare. Il pathos, l’attesa della corsa e lo scalpitare di fantini e cavalli mi hanno sempre incuriosito molto. Certo, soffrivo e mi arrabbiavo molto quando i cavalli si ferivano e venivano abbattuti e pensavo anche a quanto fosse assurdo sentire di feriti tra le persone che assistevano alla corsa o vedere pianti di gioia o di disperazione tra i contradaioli per la vittoria o la sconfitta. Gli eccessi non mi sono mai piaciuti ma forse dall’esterno è difficile capire. Finalmente l’anno scorso mi è stata data la possibilità di poterlo vivere in prima persona e non da comune turista ma come un vero contradaiolo. Grazie ad un amico della contrada della Chiocciola ho realizzato il mio sogno: vivere il palio "da dentro" e vi assicuro che tornato a casa, molte cose che prima non concepivo, in realtà avevano e hanno un altro significato che trova le sue radici nella storia e nella tradizione dei senesi.

    Quando la mattina presto entri in contrada ti immergi in una realtà che è ben diversa dalla nostra. Tutti i membri indossano maglie con la chiocciola stampata e con motti simpatici e sono frequenti i tatuaggi colorati. Anche i bimbi fanno parte integrante della comunità. Alla nascita vengono battezzati nella chiesa della contrada e portano con orgoglio al collo il fazzoletto di seta giallo, rosso e blu che per loro diventa un prolungamento della propria anima. E il loro incedere è pieno di orgoglio. All’interno della contrada esistono una società delle donne e un’altra per i bambini o citti e la contrada diventa il centro della vita sociale di quelli che vi abitano. Le vie della contrada sono già gremite di prima mattina per esplicare i preparativi per le cene che prevedono la presenza di migliaia di persone. Tutti indistintamente si occupano di qualcosa e in particolare le donne si ritrovano per pelare patate, cipolle o altro per la sera, sedute insieme per le strade. Il clima è quello di una comunità unita e solidale.

    Verso le otto iniziamo a sentire da lontano il rumore di zoccoli sull’asfalto... il cavallo portato dal barbaresco entra nella contrada e tutti si fermano per osservare il suo arrivo. All’interno di ogni contrada c’è un edificio preposto a stalla, ma il cavallo viene tenuto in un altro luogo sotto stretta sorveglianza da quando è stato assegnato per sorteggio alla contrada. Per me vedere il cavallo lì in mezzo alle persone è un’emozione incredibile. Il barbaresco gli parla all’orecchio e lo accarezza mentre altri puliscono e trattano con la cera i suoi zoccoli. Intorno i contradaioli osservano in silenzio e guardano con orgoglio e amore quella creatura che in questi giorni considerano più importante di un genitore o di un figlio.

    Ad un certo punto il barbaresco invita Nestore ad andare e le persone si uniscono in corteo per accompagnarlo in Piazza del Campo per una delle sei prove che precedono la disputa del Palio. Iniziano a risuonare i canti delle varie contrade per i vicoli della città e arrivano i primi brividi. Tutti cantano, citti, adolescenti, adulti, anziani accompagnando il proprio cavallo e sembra si sfidino anche le voci cercando di sovrastare quelle delle contrade rivali. La melodia ti si insinua nelle viscere e inizi a canticchiare anche tu il ritornello. I cortei delle 10 contrade in lizza sfilano tra ali di folla che si accalcano per osservarne il passaggio e le strade di Siena diventano un fiume di persone che accompagna cavalli e contradaioli festanti. Una dopo l’altra le contrade entrano in Piazza del Campo che risuona dei canti in un’atmosfera surreale. Tutto intorno gli spalti vuoti aspettano di essere riempiti e il tufo è in attesa del galoppo dei cavalli. E’ insolito calpestare la terra che il giorno dopo ospiterà la gara. Noi ci sediamo e osserviamo i preparativi per la prova ed è strano pensare di essere qui…

    Entra per primo il canapo trasportato su di un palo a braccio mentre il campo di gara viene spazzato per tutto il perimetro da netturbini che tolgono i segni del passaggio del popolo. Cavalli e fantini aspettano all’interno del cortile del palazzo del Podestà, ognuno nella propria postazione contrassegnata da una targhetta attaccata ad una delle dieci colonne presenti. Al segnale convenuto escono dall’entrone in fila indiana, i fantini raccolgono il nerbo e sfilano davanti al pubblico fino a posizionarsi dietro il canapo. Iniziano i battibeccchi fra i fantini per la posizione fino all’ingresso improvviso del cavallo di rincorsa che permette l’inizio della prova. Che emozione sentire il rumore degli zoccoli dei cavalli in piazza! Quasi mi commuovo per la bellezza di questo spettacolo… chissà come sarà il giorno della disputa del palio! Durante le prove i fantini non spronano il cavallo alla massima potenza ma cercano di valutarne lo stato e studiano le traiettorie, fondamentali in gara.

    Proseguiamo la nostra giornata con un giro nelle varie contrade e Luigi ci accompagna raccomandandoci di evitare commenti o battute inopportune all’interno dei territori delle varie compagini. Le contrade di Siena sono 17, ma solo 10 corrono il Palio di luglio e altre 10 quello di agosto. Se ad esempio 10 contrade corrono il Palio di luglio, le 7 escluse correranno di diritto l'anno dopo e le tre mancanti vengono estratte a sorte fra quelle che hanno corso l’anno precedente. L’estrazione è pubblica e avviene poche settimane prima della disputa del Palio. E anche questa diventa un’occasione per chiedere al fato di essere sorteggiata. Piazza del Campo si riempie di contradaioli che aspettano l’esposizione della propria bandiera al secondo piano del palazzo comunale. L’ordine di esposizione delle bandiere non è casuale, sarà lo stesso dell’uscita dei cavalli dall’entrone. L’unica bandiera che alla fine rimarrà esposta sarà quella della contrada vincitrice, quasi a rimarcare che la città appartiene a quella fazione.

    Fra le contrade che quest’anno corrono ci sono anche delle rivali per antonomasia: Chiocciola e Tartuca. In questi giorni anche i migliori amici diventano acerrimi nemici! Ce ne accorgiamo passando nel territorio della Tartuca dove volano sguardi pesanti fra Loro e Luigi e la tensione si percepisce nell’aria! Solo le contrade che corrono espongono sulle strade i braccialetti e le bandiere e spesso basta girare l’angolo per ritrovarsi in un territorio diverso. Ogni contrada ha un suo governo guidato da un capitano, una chiesa, un museo, un suo inno, un suo motto, un suo stemma, un suo santo protettore e una fontana raffigurante il proprio simbolo, ad esempio la pantera, il drago, la chiocciola, la tartuca… i turisti vi si accalcano per le foto di rito. Può succedere di assistere all’allenamento degli alfieri che fanno volteggiare le loro bandiere per la gioia dei passanti. Lungo il nostro percorso ci accorgiamo dei fervidi preparativi per la cena e ci soffermiamo ad osservare i contradaioli indaffarati a preparare lunghi serpenti di tavoli e sedie per la cena.

    Il tempo passa in fretta e, visto il caldo, ci andiamo a riparare per tempo al fresco della chiesa di Santa Maria di Provenzano per aspettare di assistere alla benedizione del palio o drappellone. Verso le 17.30 iniziamo a sentire in lontananza il rullare dei tamburi… La chiesa è ormai gremita e tutto il popolo aspetta la cerimonia. Entrano le bandiere sventolanti con i tamburini e le loro melodie e, alla fine, anche il drappellone. Come sembra sacrilego il suono dei tamburi in un luogo così sacro... ma l’entusiasmo appiana qualsiasi dubbio. La celebrazione è solenne e quando alla fine il palio viene esposto i contradaioli accorrono e si accalcano per tirare in aria il proprio fazzoletto. Se questo tocca il drappellone viene visto come un segno propizio per la corsa. E per noi è buffo pensare come ogni situazione si possa trasformare in un segno di buon auspicio!

    Nel frattempo si è fatta quasi l’ora di incamminarsi in contrada per la cena. Quando arriviamo troviamo un ambiente completamente diverso da quello della mattina: tre lunghi serpentoni di tavoli sono stati sistemati lungo il territorio della Chiocciola, tutti imbanditi con i colori della contrada, fino ad arrivare, a metà strada, al palchetto delle autorità. Ed è tutto illuminato a giorno. Stasera verranno messe a tavola più di mille persone! Una volta assegnati i posti a tavola ci accorgiamo dei particolari: tovaglioli gialli e rossi e bottiglie blu di acqua che ricordano i colori della Chiocciola sono posati su tovaglie gialle e rosse alternate... niente è lasciato al caso! La serata passa in allegria fra cibo, vino e canti e in men che non si dica ci ritroviamo a far tardi... stanchi ci dirigiamo verso l’albergo mentre i contradaioli risistemano tavoli e sedie ai lati della via. Ci corichiamo pieni di emozioni e pronti per affrontare la giornata più importante: quella della gara!

    Ci alziamo all’alba per andare in contrada e accogliere Nestore. I rituali sono gli stessi del giorno prima ma oggi il clima trasuda attesa, tensione, e le strade sono già piene di contradaioli. I loro volti sono tesi e la sede della contrada è già in attesa di ospitare quelli che osserveranno il palio dalla tv… Luigi ci ha spiegato che i contradaioli preferiscono non andare in piazza a causa della troppa tensione emotiva che li attanaglia! Accompagniamo Nestore in Piazza del Campo per l’ultima prova denominata Provaccia e prendiamo posto sugli spalti per assistere agli ultimi preparativi e saggiare gli umori. Rispetto a ieri i canti risuonano più forti e la tensione è palpabile. Ci sono già persone e contradaioli in cerca del posto migliore per la sera e rivestono col proprio fazzoletto le colonnine che saranno loro di diritto… nessuno potrà rivendicare quel posto! Anche la nostra eccitazione e partecipazione risentono dell’atmosfera… più tempo passa e più ci sentiamo contradaioli veri e propri. Ci aspettavamo una prova generale entusiasmante ma così non è stato. Dopo la partenza i fantini hanno rallentato l’andatura dei cavalli che hanno percorso la pista passeggiando... però che emozione vederli arrivare dalla curva del Casato tutti allineati! Mentre torniamo in contrada seguendo Nestore, sentiamo un vociare eccitato: la Tartuca non disputerà il palio… durante la Provaccia il fantino si è accorto che il cavallo aveva qualcosa che non andava… è stato ritirato dalla competizione per evitare che si faccia più male. Scopri quanto i senesi amino l’animale più della vittoria: da anni i cavalli infortunati non vengono più soppressi ma curati e ospitati in un ranch a loro dedicato e una volta ristabiliti indirizzati alla pet therapy. Gli animi dei chiocciolini sono esultanti… la rivale non è più in gara e si levano canti di gioia... il fato è propizio!

    Nel primo pomeriggio ci dirigiamo in piazza del Duomo per attendere le contrade che daranno vita al corteo che precede la disputa del palio. La folla inizia ad accalcarsi e una dopo l’altra entrano in piazza le contrade precedute dal suono dei tamburi e delle chiarine. Gli sbandieratori si esibiscono a coppie per dimostrare la propria bravura tra l’acclamazione del pubblico e i canti e il rullare dei tamburi dei propri compagni. Viene fatto un primo saluto verso l’arcivescovo di Siena, che però non si affaccia alla finestra del suo palazzo, e poi un secondo davanti all’ospedale di Santa Maria della Scala per gli ammalati che non si possono recare in piazza. Poi, tutti insieme, iniziano a dirigersi, al suono della campana della torre del Mangia, verso Piazza del Campo. Purtroppo, inaspettatamente, passa di bocca in bocca una notizia sconcertante: anche la Chiocciola non parteciperà al palio. Nestore ha un problema ad una zampa e il capitano non se la sente di farlo gareggiare per il timore che si faccia male. Lo sconforto fra i chiocciolini è palpabile… il rione non se la sente di sfilare e diserta il corteo iniziale. Eliminata la rivale il palio poteva essere più propizio e invece… noi cerchiamo di sgattaiolare tra la folla per raggiungere Piazza del Campo e trovare la posizione migliore per assistere alla corsa e scattare buone foto.

    Fa un caldo torrido e ci muoviamo faticosamente tra la marea umana che si è riversata lungo le strade della città. Troviamo, non senza difficoltà, il nostro posto all’interno della piazza e non mancano le scaramucce fra contradaioli e turisti, entrambi in cerca della posizione migliore. Ed ecco entrare il corteo dalla bocca del Casato. La parata sembra non finire mai. Prosegue lenta per quasi due ore mentre cresce la tensione e il mormorio della piazza. Se volgo lo sguardo intorno mi meraviglia la quantità immane di persone stipate intorno a me, sugli spalti e sui balconi. Sugli spalti davanti al comune sono raccolti tutti i bimbi o citti vestiti di tutto punto che cantano e sventolano i propri fazzoletti… i mille colori delle contrade si uniscono in una danza senza sosta. Il pensiero di far parte di tutto questo mi inebria. Finalmente il corteo giunge al termine e si avvicina il momento dell’ultima sbandierata degli alfieri davanti al Palazzo Pubblico. Ognuno cerca di lanciare la propria bandiera più in alto per sovrastare tutte le altre. Anche questo è un segno propiziatorio. Un colpo di mortaretto indica che possono partire i preparativi per la gara: la pulizia della pista e l’ingresso dei canapi seguiti dalle autorità e dal mossiere.

    I cavalli escono dall’entrone e ogni fantino sceglie il proprio nerbo dalle mani di un vigile e si dirigono alla partenza tra il frastuono della folla. All’improvviso e sorprendentemente il chiasso viene sostituito da un silenzio spettrale. Tutti sono in attesa di sentire l’ordine di chiamata al canapo. Il mossiere apre la busta e chiama una dopo l’altra le contrade e la loro posizione viene salutata con boati di giubilo o con fischi a seconda che sia più all’interno o all’esterno. La posizione migliore è quella più interna e viene occupata dall’Onda... la contrada favorita. Per ultimo rimane il cavallo di rincorsa che determina la partenza degli altri entrando all’improvviso fra i due canapi. Anche in questo momento concitato si stipulano accordi tra fantini per promuovere la vittoria di una contrada amica o per ostacolare una contrada rivale. Più volte il mossiere è costretto a far uscire i cavalli dai canapi perché non rispettano le proprie posizioni. Chissà quanto durerà la mossa! L’atmosfera si fa sempre più concitata e gli spettatori chiedono a gran voce al fantino della contrada di rincorsa di entrare.

    All’improvviso la corsa parte. Lo scalpitare dei cavalli viene sovrastato dalle urla delle persone. I cavalli al galoppo escono dalla stretta curva di San Martino e disarcionano alcuni fantini che fortunatamente non riportano conseguenze. I cavalli scossi continuano la gara ed in passato alcuni hanno anche vinto il palio. Un altro punto critico è la curva a gomito del Casato... per fortuna nessuno cade…. in men che non si dica i tre giri previsti finiscono e lo scoppio del mortaretto segnala la fine del palio. Come previsto ha vinto l’Onda ed esplode la gioia dei contradaioli che impazziti si riversano nella pista per acclamare e portare in trionfo il fantino vincitore e per abbracciare il cavallo che ha regalato la vittoria tanto sospirata. Nel frattempo altri si dirigono e arrampicano sulla tribuna d’onore per accogliere il palio calato dal palco dei giudici.

    Io rimango ancora frastornato per ciò che ho vissuto in prima persona. Una cosa sospirata da anni finisce in pochi minuti di gara… ma che emozione! Con il cuore gonfio di eccitazione ci dirigiamo verso la contrada della Chiocciola perché è impossibile cercare di seguire il vincitore a festeggiare. Sono tornato a casa il giorno dopo con la consapevolezza che tornerò per rivivere le emozioni e per completare la conoscenza di queste tradizioni lontane ormai nel tempo ma che nei senesi sono sempre vive.

    Quest'anno tornerò per vedere la benedizione dei cavalli in chiesa, per vivere il palio di agosto che dicono sia ancor più emotivamente e coinvolgente e per ritrovare quello spirito di comunione e fratellanza che è proprio dei contradaioli. Solo dopo aver vissuto il Palio di Siena in prima persona si possono capire tante cose. Quindi, cosa aspettate? ToscanaGo parteciperà quest'anno al workshop fotografico organizzato da GlobalPhoto, per scoprire una Siena diversa da quella mostrata dalla televisione.

    (ToscanaGo, 9 giugno 2013. Articolo di Valerio Incerpi)

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