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Vernaccia di San Gimignano verso il carbon neutral: eco-sostenibilità nel bicchiere

Basse emissioni di gas serra e interamente compensate in azienda: il percorso della Vernaccia di San Gimignano nella misurazione del suo Carbon Footprint.

Immagine allegata al comunicato stampa.

La Vernaccia di San Gimignano è stato il primo vino in Italia ad ottenere la DOC nel 1966, divenuta poi DOCG nel 1993 e il Consorzio della Denominazione San Gimignano mira a grandi progetti di eco-sostenibilità per questo vino antico. Si è da poco conclusa infatti la seconda parte del progetto nato nel 2014 che ha come obiettivo quello di avere una Vernaccia di San Gimignano “carbon neutral”, ovvero ottenuta con una produzione in cui le emissioni generate siano completamente compensate all’interno delle aziende produttrici. Questo è stato ottenuto grazie alla misurazione del Carbon Footprint, ovvero la quantità di gas serra emessi direttamente o indirettamente in atmosfera nel corso dei processi dell’intera filiera produttiva, dalla gestione del vigneto alla vinificazione in cantina, fino all’imbottigliamento.

Il risultato conferma e migliora quello della prima fase: partendo dalle analisi di un campione di 8 aziende (quattro nel 2014 e quattro nel 2015), l’impronta carbonica per una bottiglia da 750ml di Vernaccia di San Gimignano risulta pari a 0,80 kg CO2eq, ben al di sotto della media nazionale che per i vini bianchi è pari a 1.31 kg CO2eq.

Il progetto di valorizzazione ambientale è stato intrapreso nel 2014 dal Consorzio della Denominazione San Gimignano che ha incaricato Indaco2 srl, spin-off dell’Università di Siena, di effettuare lo studio della Carbon Footprint della Vernaccia di San Gimignano. Il primo passo è stato quello di fotografare lo stato attuale per poi mettere in atto azioni mirate a ridurre al minimo le emissioni di CO2eq.

Oltre all’ottimo risultato ottenuto, questo studio ha permesso di ricavare informazioni dettagliate sulle emissioni dei singoli processi, tali da rendere più agevoli gli interventi migliorativi: le fasi di lavorazione in vigna attualmente determinano il 29% dell’impatto ambientale della produzione di Vernaccia di San Gimignano, quelle di cantina il 18% e quelle del confezionamento del prodotto il 53%. Sulla base dei risultati ottenuti, il Consorzio della Denominazione San Gimignano intende ora coinvolgere tutti i produttori di Vernaccia di San Gimignano in un percorso di valorizzazione ambientale delle produzioni vinicole locali per la mitigazione delle emissioni generate. Queste pratiche riguardano una serie di aspetti che vanno dall’organizzazione della filiera all’uso di combustibili e macchinari, dalle tipologie e quantità di fertilizzanti e fitofarmaci alla domanda di energia elettrica, alla produzione di energia rinnovabile, all’uso di acqua e di materiali per il confezionamento del prodotto finito.

(Movimento Turismo del Vino, comunicato stampa)


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