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Borgo Santinovo: la nostra forza? Essere uniti

Borgo SantinovoUna vendemmia difficile, con moltissimi interrogativi, maturazioni strane con zuccheri che sono cresciuti all’improvviso ma maturazioni fenoliche che difficilmente si riusciranno a raggiungere se non con gradazioni alcoliche molto alte... C’è tanto ottimismo in giro, speriamo che l’ansia da prestazione non giochi brutti scherzi.

Immagine allegata al comunicato stampa.

Così, dalla Tenuta di Borgo Santinovo, nel Chianti, Federico Taddei, racconta la sua vendemmia 2015.

“Probabilmente il vitigno che mi suscita più emozioni è lo Chardonnay, forse perché è un vitigno atipico per il Chianti e comunque molto più complicato di quanto si pensa. Tutti gli anni è una sfida riuscire a fare un vino bianco che possa non essere solo la gioia di un anno ma che sia in grado di dare sempre emozioni nuove per tanto tempo. Sarà per l’attenzione che necessita oppure per il fatto che tutti gli anni, pochi giorni prima della vandemmia, venga scelto chicco a chicco per essere sicuro di cogliere sempre solo il meglio”.

Alla richiesta di descrivere l’angolo più caratteristico della tenuta, Taddei dice che è l’angolo dell’orto da cui si vede la vigna, perché rappresenta la fatica costante, il lavoro giornaliero di persone che si dedicano con cura e dedizione alla terra perché dia il meglio in ogni condizione.

“Il vino che meglio rappresenta tutti noi è probabilmente il nostro supertuscan, Venusto - spiega Federico Taddei - un Merlot in purezza affinato almeno 18 mesi nelle barrique in cui fa malolattica. Rappresenta l’intergrazione tra la storica tradizine locale Toscana e l’internazionalizzazione vitivinicola moderna. Il piatto che meglio si abbina a questo vino? Un piatto della tradizione Toscana ormai quasi completamente dimenticato, ovvero il cinghiale in dolce e forte, ovvero cinghiale in umido risaltato in padella con zucchero e aceto”.

“Il lavoro costante nella vigna e nella cantina - conclude Taddei - riesce ad avvicinare ancora di più due persone che hanno già molto in comune tra di loro. È questa un’esperienza che a nostro parere fortifica l’immagine aziendale e che contribuisce a dare all’azienda quel qualcosa in più, quell’immagine di famiglia che sempre più visitatori cercano in questo tipo di contesti”.

(Movimento Turismo del Vino, comunicato stampa)


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