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Con Allegrini, il Brunello protagonista a Pitti Uomo

Il “re” del Sangiovese rappresentato da una griffe che da sempre si è posta all’insegna del concetto di stile e professionalità, tanto da suggellare con l’87esima edizione di Pitti Uomo un legame con l’alta moda italiana sigillando uno sposalizio ricercato con una “sartoria” altrettanto preziosa. E la “sartoria” in questione è Allegrini che nei padiglioni della Fortezza da Basso a Firenze ha portato due dei suoi principali vini: il Brunello di Montalcino 2008 San Polo e un altro grande simbolo della Toscana enoica Solosole Bolgheri Vermentino dell’azienda bolgherese di Allegrini, Poggio al Tesoro, e Palazzo della Torre Igt Veronese.

Immagine allegata al comunicato stampa.

Le eccellenze proposte dalle più prestigiose cosa di moda fra le quali Classico Italia, gruppo italiano di moda maschile tutto Made in Italy, che ospiterà i vini Allegrini nella lounge dello stand, saranno al centro dell’attenzione di Pitti Uomo fino al 16 gennaio. Ecco che il Brunello di Montalcino sfilerà, quasi forse a rappresentare, o anche solo accompagnare, l’uomo che vive green, un gentlemen urbano a cui piace camminare all’aria aperta. Chic ma informale allo stesso tempo, come il tema della prossima edizione di Pitti Uomo, il salone maschile dedicato alle proposte e alle tendenze autunno-inverno 2015-2016 per lui, dove sfileranno oltre 1.100 brand, dagli abiti alla maglieria, dagli accessori alle calzature.

E da Firenze fanno sapere che è già record di presenze internazionali, il 40%, infatti, arriva dall’estero, da 30 diversi Paesi, arrivati in Italia, in Toscana, per prendere un po’ di quel lifestyle che evoca modelli green e comportamenti di rispetto verso il pianeta, come una bottiglia di vino. E proprio questa mattina arriva anche la notizia che tocca da vicino città e distretti: la pioggia di denaro dal Governo Renzi in arrivo per il made in Italy.

Si parla di 260 milioni di euro che saranno distribuiti per eventi, fiere, cominciando dal settore tessile, e sfilate che si svolgono nelle tre città della moda italiane, Firenze, Milano e Roma, a patto per quest’ultima che diventi una fucina internazionale di nuovi talenti e cambi denominazione, una sorta di hub talenti. Ad annunciarlo Carlo Calenda, viceministro per lo Sviluppo Economico, che dice: “serve un salto di qualità per tutta l’Europa, cosa che non sta facendo in questo momento ma che deve invece assolutamente fare. Oggi tutti parlano di crescita e non più di rigore, questo mi sembra un cambio di verso importante”.

E chissà che grazie a questi fondi e a queste indicazioni in arrivo per il made in Italy, in futuro, non si parli sempre più di vino e moda, magari con eventi di altissimo livello come solo ciò che è fashion può fare.

(MTV Toscana, comunicato stampa)


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