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EnoLions: una rivoluzione nel mondo del vino

Il primo concorso di vino con una giuria di giovani designerà il vino italiano più vicino al gusto giovanile a fianco di un progetto sul bere consapevole.

Una giuria di esperti enologi, giornalisti e sommelier con meno di 40 anni, per il primo concorso di vino organizzato dal Lions Club International, l’associazione di service più grande del mondo, che, nel distretto 108 LA Toscana, terra di grandi vini, intende sostenere il bere responsabile e contrastare l’abuso d’alcool: il Governatore Fiorenzo Smalzi ha affidato a Piero Fontana e a Luciano Bandini la creazione di un progetto che si propone di sensibilizzare i consumatori a bere poco e bene.

Il Concorso enologico “Enolions”, autorizzato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, vedrà la sua fase finale Domenica 2 marzo 2014, nella splendida cornice della villa medicea La Ferdinanda di Artimino (Prato). EnoLions riunirà i giovani esperti chiedendo loro di scegliere il vino più buono. Le commissioni, ciascuna di 7 membri – 4 enologi, 2 sommelier ed 1 giornalista - assaggeranno bottiglie rese anonime da un notaio, sulla base delle schede con il metodo di analisi sensoriale dell’ ”Union International des Oenologues”. Le cantine interessate a concorrere dovranno spedire la scheda di iscrizione e le bottiglie entro il 15 febbraio come indicato dal Regolamento pubblicato all’indirizzo www.enolions.it.

Un diploma di merito andrà a tutti i vini che supereranno la valutazione di 82/100. Ai migliori di ognuna delle 12 categorie previste dal concorso verranno conferite le medaglie d’oro, argento e bronzo. La Gran Medaglia d’Oro andrà al vincitore assoluto, ovvero quello che avrà ottenuto il punteggio più alto. La cerimonia di premiazione è prevista il 24 maggio, in contemporanea con altre azioni sul bere responsabile organizzate dai Leo, l’associazione giovanile del Lions: sono infatti i giovani i più efficaci interlocutori.

Per le cantine italiane, EnoLions costituisce una novità importante e commercialmente utile. I Millennials, la generazione che ha meno di 40 anni, stanno orientando i consumi di vino in tutto il mondo, con sentiments completamente diversi dal passato. Multietnica, ambientalista e contraria alla globalizzazione, questa generazione preferisce il mercatino agricolo al supermercato, reagisce alla pubblicità con sospetto invece di lasciarsi persuadere, è alla ricerca di cose insolite, fatte a mano e capaci di raccontare un territorio o un’azienda. Insomma, ai vini tutto alcool, estratto e legno della fine del Novecento, i Millennials antepongono la diversità e l’eleganza, con uno stile che richiama più un Pinot noir piuttosto che un Cabernet.

Ecco che EnoLions guarda alle nuove generazioni e vuole valorizzare il loro giudizio nella convinzione che, in piccole quantità, il vino di qualità sia un complemento della socialità ed aiuti a scoprire i territori e le civiltà in cui nasce; sia dunque una chiave per esplorare il mondo e incontrare gli altri e solo questo atteggiamento positivo vada proposto ai nuovi consumatori.

(EnoLions, comunicato stampa)

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