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Carmignano: nasce il parco archeologico

Nasce in Toscana un nuovo polo dell’Archeologia: il Parco Archeologico di Carmignano che riunisce in un unico sistema il nuovo Museo Archeologico di Artimino e i monumentali siti etruschi del territorio.

Nasce in Toscana un nuovo polo dell’archeologia: il Parco Archeologico di Carmignano, in Provincia di Prato, che riunisce in un unico sistema il nuovo Museo Archeologico di Artimino e i monumentali siti etruschi del territorio, tra cui il Tumulo di Montefortini (seconda metà del VII sec. a.C.), uno dei più importanti e spettacolari monumenti archeologici della Toscana. Il tutto in un contesto caratterizzato da ambienti naturalistici e paesaggistici tra i più belli della regione, vicino a città d’arte come Firenze, con la presenza di importanti capolavori rinascimentali come la Visitazione del Pontormo e la Villa Medicea di Artimino. Il Parco e il nuovo Museo, inaugurati a marzo 2011, sono resi possibili da un accordo di programma tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Toscana, la Regione Toscana, la Provincia di Prato e il Comune di Carmignano, con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato.

Il nuovo Museo Archeologico di Artimino è il fulcro del sistema parco e accoglie i reperti scoperti nel territorio di Carmignano, a partire dagli anni Sessanta, durante le campagne di scavo condotte dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana negli ultimi anni sotto la direzione di Gabriella Poggesi. Artimino, il cui nome deriva da Artemis dea della caccia e dei boschi, fu, un’importante città etrusca che visse una grande stagione a partire dall’età orientalizzante, testimoniata dalle tombe principesche rinvenute nel territorio.

Il Museo, diretto dall’archeologa Maria Chiara Bettini, comprende un’area espositiva e una didattica in due diversi edifici del borgo, vicini e collegati tra di loro. Il nuovo spazio espositivo di circa 600 metri quadri, su due livelli, è stato ricavato in un antico edificio sulle mura medievali del borgo, di fronte alla Villa Medicea La Ferdinanda. Al suo interno la collezione sarà esposta secondo un ordine topografico e cronologico, suddivisa in due principali sezioni denominate il "mondo dei vivi" e il "mondo dei morti". Il suggestivo allestimento è amplificato dalla presenza di video con le ricostruzioni digitali dei siti archeologici del parco.

Alcuni manufatti ritrovati nelle tombe principesche del periodo Orientalizzante, fanno della collezione del Museo Archeologico di Artimino un unicum nel panorama della civiltà etrusca in Italia. E’ questo il caso dei tre incensieri in bucchero, del VII sec. a.C., due dei quali, con decorazioni a traforo, saranno visibili per la prima volta al pubblico dopo il restauro condotto dalla Soprintendenza Archeologica, mentre il terzo con iscrizione in alfabeto etrusco settentrionale è tra i reperti più noti della civiltà etrusca. Si tratta di oggetti di straordinaria bellezza, simboli di potere e di prestigio in vita come in morte, come la straordinaria serie di oggetti in avorio, esposti anch’essi per la prima volta in pubblico, parte del corredo funebre della tomba a circolo del Tumulo di Montefortini, dove sono stati ritrovati oltre 10.000 frammenti di avorio. Si tratta di pissidi, pettini, piccole figure femminili e maschili, placchette con figure mitologiche, animali reali o fantastici, elementi floreali, che dovevano ricoprire un manufatto andato distrutto, forse un trono. Tra queste il cosiddetto Principe dei Gigli, una figura maschile eretta che trattiene tra le mani dei lunghi tralci vegetali. Potrebbe trattarsi di Aristeo, la divinità greca che insegnò agli uomini le arti dell’apicoltura, della pastorizia e la coltivazione dell’olivo. Molte di queste placchette conservano tracce di una lamina d’oro di cui erano ricoperte, testimonianza della preziosità dell’oggetto. Infine la coppa di vetro turchese, risalente al 640-630, di grande bellezza, tra i più rari e pregiati reperti di vetro scoperti in sepolture principesche etrusche. Un manufatto confrontabile solo con quelli rinvenuti nei palazzi di Nimrud in Siria, realizzati probabilmente da artefici siriani o fenici al servizio della corte assira.

Il Parco Archeologico di Carmignano comprenderà, oltre al Museo, quattro siti principali, di grande interesse sia dal punto di vista archeologico che naturalistico: la necropoli di Artimino a Prato Rosello, il tumulo di Montefortini e la tomba dei Boschetti a Comeana, l’insediamento fortificato di Pietramarina. Inoltre saranno visibili nel Parco altre testimonianze come l’antico abitato etrusco di Artimino con l’area sacra della Paggeria Medicea e le mura di cinta. Completano e ampliano l’offerta del Parco Archeologico di Carmignano degli itinerari archeologici, storico-artistici e trekking – naturalistici nel territorio. Per questi ultimi sono stati recuperati e resi percorribili gli antichi sentieri. Tutti gli itinerari sono dotati di una segnaletica specifica e il pubblico potrà usufruire di una guida cartacea, edita per l’occasione, oltre che scaricare i percorsi dal sito ufficiale.

(Parco archeologico di Carmignano, comunicato stampa. Guarda anche i ristoranti e hotel in zona provati da ToscanaGo)


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