Carmignano: arte, storia e grandi vini

Immagine allegata al comunicato stampa.

Vi consigliamo di visitare Carmignano, degustare i suoi prodotti, visitarne le cantine e scoprirne le bellezze. Il territorio è adatto per gli amanti delle escursioni e potrete scegliere un itinerario alla scoperta delle Antiche Abbazie che ancora oggi testimoniano l’importanza di Carmignano nel Medioevo oppure un itinerario attraverso le splendide Ville Medicee, opere monumentali, maestose e ricche di capolavori del Rinascimento, tra cui la Villa Ferdinanda o "Villa dei cento camini" che ospita nel piano interrato il Museo Archeologico. Non è un caso che i Medici scelsero Carmignano con loro residenza di campagna, un motivo in più per una visita!

Un altro itinerario che vi suggeriamo è quello delle tombe monumentali risalenti all’epoca etrusca come il Tumulo di Montefortini, il Tumulo dei Boschetti e le aree archeologiche circostanti. Infine da non perdere una visita alla Rocca Medioevale da cui si domina uno straordinario paesaggio a 360 gradi sulle valli delle province di Firenze, Prato e Pistoia.

Un altro motivo non meno importante per visitare Carmignano è la possibilità di scoprire e degustare i prodotti tipici del territorio come ad esempio i fichi secchi che fanno parte della lista dei prodotti tipici toscani e dei presidi SlowFood ma soprattutto Carmignano è famosa per i suoi pregiati vini, tra cui l’omonimo Carmignano DOCG e il Barco Reale DOC, entrambi vini rossi che nascono dallo stesso blend di Sangiovese e Cabernet. Si tratta di produzioni di eccellenza che rendono questo territorio famoso nel mondo e non sarebbe sbagliato dire che il Carmignano è stata la prima DOC del mondo e adesso vi spieghiamo perché.

Il vino veniva prodotto a Carmignano fin dall’epoca etrusca e romana, come dimostrano i numerosi ritrovamenti archeologici e le testimonianze che attestano con certezza che Carmignao venisse coltivata a viti e olivi già 1200 anni fa. Il vino di Carmignano compare molte volte negli scritti di epoca medioevale come “vino degno di Giove” ed il Granduca Cosimo III de’ Medici scelse Carmignano come uno dei quattro territori a vocazione viticola dell’intero Granducato. Lo stesso Cosimo III promulgò a questo scopo il “Decreto Motu Proprio” ed il “Bando”, questi documenti erano a tutti gli effetti dei regolamenti che stabilivano con norme precise la produzione, il commercio dei vini ed i limiti geografici. Praticamente dei disciplinari del XVIII secolo che costituivano la prima antenata delle attuali DOC.

Altra interessante curiosità è la presenza del Cabernet nel’uvaggio del Carmignano, pare che questo sia riconducibile a Caterina de’ Medici che fu Regina di Francia e proprio per sua volontà furono trapiantati su queste colline i primi vitigni. Non è un caso che i vecchi viticoltori ancora oggi chiamino il Cabernet “uva francesca”, chiara storpiatura del francese.

Vi consigliamo di vistare Carmignano e le sue cantine potrete partecipare a visite guidate, degustazioni e tante attività che le cantine del Movimento Truismo del Vino mettono a disposizione dei visitatori.

(MTV Toscana, comunicato stampa)




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