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Punto Birra: la sartoria del malto

Più di 200 etichette ciascuna con la sua storia, i suoi profumi, i suoi aromi: la "sartoria" della birra a due passi dal centro di Pistoia.

Qualche giorno fa per interrompere il nostro vagabondaggio fotografico siamo scesi dalle colline toscane ed abbiamo raggiunto il centro di Pistoia: una piccola sosta per dar sollievo alla nostra gola bevendoci una buona birra artigianale.

Avevamo sentito parlare da tempo del Punto Birra di Pistoia e volevamo farci un'idea personale di questa piccola realtà della nostra provincia, scambiando due chiacchiere con i proprietari e assaggiando alcuni prodotti da loro proposti: abbiamo trovato una vera e propria bottega dei piaceri.

I quattro soci si chiamano Manolo Ghionna, Fabio Giovannoni, Daniele Ricci e Francesco Rossano (più Roberto Perruccio che gestisce il secondo negozio in franchising a Viareggio). Quando abbiamo chiesto loro cos'è Punto Birra ne è venuta fuori un'espressione che ci è subito parsa magnifica: siamo una "sartoria" delle birre. In effetti non possiamo dar loro torto: in Toscana, e forse in tutta Italia, esistono rari posti come questo, sia per la passione personale e la professionalità dimostrata nei confronti del cliente, sia per la qualità e la varietà di birre che possono proporre. Hanno davvero la birra giusta per ciascun cliente, al quale la propongono con la stessa meticolosità con la quale un sarto ti cuce addosso il vestito su misura.

Propongono più di 200 etichette, arrivando anche a 250 in certi periodi dell'anno, e non esiste un menù, com'è giusto che sia in un posto così: sono loro, di persona, a spiegare prodotto per prodotto gli ingredienti, i profumi, gli aromi, la storia che sta dietro ciascuna birra. Ascoltarli è molto istruttivo e a tratti persino affascinante, non solo perchè sanno trasmetterti la loro passione in maniera davvero coinvolgente ma anche perchè passare un paio d'ore da loro ti permette di scoprire aspetti molto particolari e curiosià del mondo brassicolo, come la storia della birra Affondate la Bismark, un prodotto della BrewDog scozzese ad alta fermentazione da ben 41 gradi nato per "battere" la concorrenza della Schorschbock, una birra tedesca che di gradi ne ha 40 (praticamente due superalcolici che secondo la legislazione italiana non potrebbero nemmeno essere classificate come "birra"). La chiara rivalità tra Scozia e Germania è evocata anche nel nome: la Bismark è infatti una supercorazzata tedesca che la Royal Navy britannica riuscì ad affondare durante la seconda guerra mondiale.

Le birre ad altissima gradazione sono però soltanto un plus, una delle tante particolarità del posto: Punto Birra è innanzitutto un luogo dove bere responsabilmente e consapevolmente. E' con questo spirito che vengono proposti percorsi di degustazione ritagliati ad hoc su ciascun cliente, neofita o appassionato di lunga data che sia, in base ai propri gusti personali. A noi hanno fatto assaggiare due birre completamente diverse proprio perchè volevamo capire la diversa tipologia di prodotti a disposizione. Abbiamo degustato prima Zelinda, una weiss artigianale toscana da 5 gradi prodotta dal birrificio La Badia (Montale, Pistoia) di Lavinia Barni, con chiari sentori di banana all'olfatto e di chiodi di garofano al gusto. Poi siamo passati ad una birra inglese (prodotta dalla Thornbridge a Bakewell, un paesino della contea di Derbyshire in Inghilterra) dagli aromi più forti, "tostati", molto corposa: la Bracia, una dark ale da 10 gradi con sensazione di miele di castagno all'olfatto e note di caffè, liquirizia, cioccolato e nocciole abbrustolite in bocca.

Torneremo sicuramente a trovarli perchè i prodotti sono di altissima qualità (hanno persino 6 etichette per celiaci), loro sono gentilissimi e dopo un'ora ci sentivamo già come a casa nostra grazie all'accoglienza che è straordinaria: sanno mettere a proprio agio il cliente e sanno trasportarlo in un mondo davvero magico semplicemente parlando e... naturalmente bevendo!

Tra le tante curiosità, vi segnaliamo la possibilità di degustare la birra Sunk Punk (è quella che vedete nella foto a lato con il polpo sull'etichetta), la cui fermentazione è avvenuta sul fondale del Mare del Nord, a venti metri di profondità, dove la temperatura è costante a dieci gradi centigradi e dove è stata tenuta per due settimane all'interno di un tino collegato alla superficie con un tubo e una valvola di sfogo per l'anidride carbonica: una bottiglia prodotta in soli 960 esemplari da 0,33 litri con un'etichetta speciale realizzata dall’artista Johanna Basford ed un prezzo davvero elevato (45 euro). L'operazione ci ricorda tanto un esperimento fatto da un birrificio toscano, Le Coti Nere (Isola d'Elba), che qualche anno fa produsse 550 confezioni numerate di un'etichetta speciale, la Birra del Palombaro: i fusti furono tenuti per ben sei mesi sul fondale del litorale elbano, a trenta metri di profondità.

Punto Birra si trova a Pistoia in Corso Amendola n. 15 (telefono: 0573.31780830 - sito internet: www.puntobirra.it) e a Viareggio in via Coppino n. 78 (telefono: 327.3879733).

(ToscanaGo, 1° marzo 2013. Leggi anche l'articolo Toscana: le strade della birra. Vedi la scheda Mangiare e dormire a Pistoia e dintorni)

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