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Impianti di olivo: i consigli dell'Azienda Agricola Sonnoli Marco di Pescia

piante di olivoTutte le dritte suggerite direttamente da un produttore dell'area nella quale si producono piante di olivo dal lontano 1800 e dalla quale proviene un terzo della produzione italiana.

Immagini e articolo a cura di Azienda Agricola Sonnoli Marco che si ringrazia per la concessione gratuita dell'articolo.

Per realizzare un buon impianto occorre prendere in esame due elementi fondamentali.

A) Il clima

Prima di tutto bisogna tener presente che non conviene fare un oliveto dove la temperatura scende spesso al di sotto dei –10° e/o dove c'è umidità elevata dovuta a frequenti piogge o, ancor peggio, a frequenti nebbie.

Esclusi questi due fattori le piante di olivo si ambientano bene in tutte le altre zone d'Italia. In particolare l'olivo è una pianta che tollera molto bene i terreni che vanno dal sub-acido all’alcalino.

Occorre stare attenti ai terreni dove l’acqua ristagna perché questo può provocare asfissia radicale e quindi deperimento delle piante.

In ogni caso, prima di effettuare una piantagione è necessario fare uno "scasso" di tutto il terreno ad una profondità di 80/120 centimetri. Se il terreno ha poco drenaggio perché è molto compatto, per facilitare lo scolo delle acque, è opportuno fare un drenaggio con pietre o con tubi di cemento o realizzare, lateralmente rispetto alle piante, dei fossetti per lo scolo delle acque stagnanti.

B) Scelta delle varietà

Olivi da tavola: in caso di acquisti notevoli di questo tipo di piante è bene valutare se ci siano nelle vicinanze stabilimenti che ritirino detto tipo di piante.

Si tratta di olivi di duplice attitudine perché vanno bene come produzione di olive da tavola e contemporaneamente hanno una buona resa in olio: si tratta di un compromesso che non dà le migliori caratteristiche né dell’una né dell’altra tipologia.

Olivi da olio: olivi destinati alla produzione di olio. Consigliamo di prendere in considerazione varietà con buona produzione e che sia costante tutti gli anni, di cercare piante che abbiano buona resa in olio e nei climi più rigidi (Italia del nord in particolare) piante mediamente o molto resistenti al freddo. Inoltre occorre documentarsi sulla zona perché se essa ricade nell'ambito di una certificazione (es. IGP: Indicazione Geografica Protetta; oppure DOP: Denominazione di Origine Protetta) in tal caso devono essere seguite le direttive dei vari disciplinari di produzione.

Occorre anche tener presente che molte varietà, essendo autosterili, hanno bisogno di impollinatori o di altre particolari varietà che permettano una fecondazione incrociata dando luogo ad una eccellente produzione di olive.

Come ulteriore suggerimento, per facilitare il conteggio delle piante occorrenti per un ettaro di terreno riportiamo di seguito una tabellina dove il primo numero indica la distanza fra le piante nella fila ed il secondo numero indica la distanza fra le file.

PIANTE NECESSARIE PER UN ETTARO DI TERRENO

Distanza fra le piante Distranza fra le file Piante / ettaro (circa)
3 X 3 1.115
3 X 4 835
3 X 5 670
3 X 6 555
4 X 4 630
4 X 5 500
4 X 6 420
4 X 7 360
5 X 5 400
5 X 6 335
5 X 7 285
6 X 6 275

Per svariati motivi si consiglia, in caso di raccolta meccanica, una distanza tra pianta e pianta non inferiore a 4 metri e una distanza tra fila e fila non inferiore a 5 metri: in questo modo viene facilitato il passaggio dei mezzi meccanici per la lavorazione del terreno.

(ToscanaGo, 24 febbraio 2017. Articolo a cura di Azienda Agricola Sonnoli Marco che si ringrazia per la concessione gratuita di testo e immagini)

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