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Taverna del Vin Vino a Borgo a Buggiano

Ricavato all'interno di una vecchia stalla per bovini ristrutturata con un arredamento molto caratteristico, il ristorante propone piatti della cucina popolare toscana con alcune specialità esclusive come le ballotte della Garfagnana al lardo di Colonnata o la testicciola alla pisana con cipolla passita.

La Taverna del Vin Vino è uno di quei ristorantini che sanno coniugare alla perfezione l'accoglienza tipicamente familiare con l'ottima cucina: Manuel, che ha sostituito il padre (il mitico Ramon, per anni alla guida della Cascina Igea di Montecatini Terme) nella direzione del locale, accoglie con estrema gentilezza e sa guidarvi nella scelta "raccontandovi" la storia di ogni singolo piatto proposto.

La cucina affonda le proprie radici nella tradizione più tipicamente toscana: non soltanto, quindi, le classiche pappa al pomodoro, panzanella, zuppa di farro, per citare alcuni primi, o, se volete qualche suggerimento su secondi che in passato abbiamo assaggiato, il peposo all'infornacina dell'impruneta, il lampredotto o le triglie alla livornese, ma anche vere e proprie rarità ripescate da ricette ormai quasi perdute di piatti poverissimi "a chilometri zero" (come va di moda dire oggi) ossia tipici della cucina della provincia pistoiese in cui si trova il locale, come la zuppa del carcerato (questa non l'ho mai presa, però Manuel mi ha spiegato come è nata e con cosa è fatta: verdure, interiora, pane e brodo) o la cioncia alla pesciatina, fino a prototti agroalimentari tipici (PAT) come la mortadella di Prato.

Vi dico adesso la comanda dell'ultima volta in cui ci sono stato, anche se ogni cosa è davvero buonissima: innanzitutto gli gnudi ricotta e spinaci saltati in crema di tartufo. Divini. Un piatto che adoro e che è proposto in menù a soli 9 euro nonostante sia totalmente creato "in casa". Per secondo siamo andati un po' più sul classico, prendendo controfiletto all'antica (per farvi capire quanto si spende, è il secondo più caro: euro 13,50) e maialino al forno. Abbiamo terminato con un paio di dolci fatti rigorosamente in casa: la crostata della casa con fichi secchi e noci e la torta semolino e cioccolato.

Una cucina tradizionale toscana, dunque, con piatti preparati all'antica e quindi genuini, anche se alcuni non li mangiate certo a casa: personalmente, non conosco mamme o nonne che facciano ad esempio il picchiante in umido (si tratta di coratella e cuore).

Manuel ha inoltre un'attenzione anche per i celiaci quindi alcuni piatti sono preparati senza glutine, come i testaroli di farina di grano saraceno, gli stessi gnudi di cui vi parlavo prima, la farinata di cavolo nero, la polenta alla borragine e, per finire in bellezza, anche un dolce: i biscotti di farina di riso.

(ToscanaGo, 22 febbraio 2013. Guarda i contatti del ristorante nella scheda Mangiare e dormire a Pistoia e dintorni)

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