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Andy Warhol. Una storia americana

Dal 12 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014 oltre centocinquanta opere, provenienti dall’Andy Warhol Museum di Pittsburgh e da numerose collezioni americane ed europee, ripercorreranno il percorso creativo dell’artista che tanto ha rivoluzionato l’arte del XX secolo.

Immagine: Marylin Monroe, (1967) collezione privata, Valencia © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc., by SIAE 2013.

Dopo le mostre dedicate a Chagall, a Mirò, a Picasso e a Kandinsky, che hanno portato a Pisa oltre 300.000 visitatori in quattro anni, BLU | Palazzo d’arte e cultura apre le sue porte, dal 21 ottobre 2013 al 2 febbraio 2014, all’arte di Andy Warhol, per quello che si annuncia come un imperdibile evento nel panorama delle offerte espositive del prossimo autunno. La Fondazione Palazzo Blu, in collaborazione con Gamm Giunti, prosegue così il proprio progetto d’indagine sui Maestri che hanno scritto la storia dell’arte del Novecento.

L’esposizione, curata da Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, presenterà circa 150 opere in grado di ripercorrere l’itinerario creativo dell’autore che tanto ha rivoluzionato l’arte del XX secolo, grazie alla collaborazione con l’Andy Warhol Museum di Pittsburgh - che custodisce una larga parte del suo lascito e che concederà il prestito di alcuni importanti lavori pressoché inediti in Italia - e al supporto di alcune storiche collezioni, come quelle delle gallerie Sonnabend, Feldman, Goodman di New York, di musei europei come il Museo d’arte moderna e contemporanea Berardo di Lisbona, il Museo d’arte moderna di Nizza, l’Albertina e il MUMOK di Vienna, oltre ad alcuni capolavori da raccolte pubbliche e private italiane, come la Collezione Unicredit o la Collezione Intesa San Paolo.

Il percorso individuerà i temi che fanno di Warhol la più emblematica icona del mutamento storico e culturale della seconda metà del Novecento, periodo che ha spostato la centralità dell’arte dall’Europa agli Stati Uniti, attraverso opere quali i Brillo Box, o le Campbell Soup - per la rivoluzione della Pop Art - le grandi tele dedicate ai Most Wanted Men - a sottolineare l’incubo della violenza che lo colpirà drammaticamente - i ritratti di Marylin Monroe, Liz Taylor, Mick Jagger, ma anche di Mao - per trasformare l’immagine in icona universale eterna, con l’approdo a una ricerca più dentro l’arte e la storia della pittura con esiti vicini all’astrazione.

La mostra inoltre presenterà alcune tele di grande formato come Myths, Dollar, Skull, ma anche i rarissimi portfolio dedicati a Marylin Monroe e alle zuppe Campbell, e ad alcune serie che renderanno visibile la sua evoluzione stilistica, a partire dalla fotografia poi al disegno e infine all’opera su tela, come nel caso di Knives (coltelli), divenuto ancora più nota negli ultimi anni come immagine di copertina di Gomorra, il libro di Roberto Saviano venduto in milioni di copie.

Anche quest’anno, ai visitatori dell’esposizione di Palazzo Blu verrà offerta, in stretta collaborazione con le istituzioni culturali e le organizzazioni imprenditoriali pisane, un’ampia proposta di iniziative collaterali che investiranno l’intero territorio, valorizzando la capacità di accoglienza di Pisa come straordinaria Città d’Arte, che si distingue anche per la produzione scientifica e culturale delle sue Istituzioni Universitarie, per i capolavori ospitati nei suoi Musei e per lo spettacolo urbano dei suoi storici Lungarni.

La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Blu, prodotta in collaborazione con GAmm Giunti e The Andy Warhol Museum - Pittsburgh, curata da Walter Guadagnini e Claudia Beltramo Ceppi, col patrocinio del Comune di Pisa, con il contributo della Fondazione Pisa, con il coordinamento artistico e segreteria scientifica di Claudia Zevi & Partners.

Per maggiori informazioni consulta il sito della mostra all'indirizzo www.mostrawarhol.it.

(Palazzo Blu, comunicato stampa)

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