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Biotestamento: Beppino Englaro ospite a Vicopisano

Beppino EnglaroSarà ospite dell'incontro "La libertà e la vita" organizzato il 17 maggio 2017 al Teatro di Via Verdi dalla sezione di Pisa della Consulta di Bioetica Onlus e dal Consiglio Pari Opportunità di Vicopisano, con il patrocinio del Comune.

Foto libera a cura di Mattia Luigi Nappi (licenza Creative Commons).

Accanto a lui, sul palco, a parlare di autodeterminazione e di testamento biologico, il professor Sergio Bartolommei, dell'Università di Pisa e la dottoressa Seila Bernacchi, responsabile della sezione pisana della Consulta di Bioetica. L'incontro sarà aperto dal Vicesindaco di Vicopisano Matteo Ferrucci e ci saranno intermezzi recitatitivi di Paolo Giommarelli. Raggiunto telefonicamente in vista dell'evento, Englaro ci parla di testamento biologico, della sua battaglia e di quello che è cambiato in questi anni.

Qual è il valore del registro dei testamenti biologici che il Comune di Vicopisano ha appena istituito? Come possiamo far capire ai cittadini e agli altri Comuni l'importanza del testamento biologico?

"L'importanza sta nel non trovarsi scoperti, senza questo strumento lo si è. La vicenda di Eluana insegna e ci fa rendere conto di ciò a cui possiamo andare incontro. Prima c'erano i pericoli, oggi ci sono lo prove dei pericoli. Diciassette anni di stato vegetativo irreversibile, sono trascorsi 6233 giorni prima che la volontà di Eluana potesse essere rispettata. C'è una sentenza della Corte di Cassazione, la 21748 del 2007, che parla chiaro affermando la validità delle volontà precedentemente espresse riguardo ai trattamenti sanitari. Nel caso si sia capaci di esprimere la propria volontà si può dire sì o no al medico e alle terapie. Con il testamento biologico si può decidere 'ora per allora', quando non si sia più capaci di intendere e di volere e quindi di manifestare la nostra volontà in merito alle terapie. Il nostro consenso informato che è l'unica legittimazione del trattamento sanitario."

Cosa pensa della legge sul testamento biologico attualmente in discussione in Parlamento?

"L'impostazione è molto valida, a meno che non venga stravolta al Senato. La politica in questi anni ha mancato, è rimasta indietro, ma ora il Parlamento non ha scampo, l'opinione pubblica, che è la Corte Suprema in tal caso, si è espressa fortemente e vuole questa legge. Sia chiaro: il diritto all'autodeterminazione c'è, è sancito dalla nostra Costituzione, e la sentenza 21478 della Corte di Cassazione ha confermato e chiarito bene che non si può decidere al posto della persona o per la persona, ma con la persona, rispettando la sua volontà... però se venisse approvata la legge sul biotestamento per il cittadino sarebbe tutto più semplice."

Cosa è cambiato in questi anni nella società nella consapevolezza sul tema dell'autodeterminazione e del biotestamento? Più volte ha detto di aver trovato intorno a sé il deserto.

"E' cambiato tutto dal 1992, molte persone hanno approfondito, si sono informate, adesso sanno. Saturna e io ci trovammo in una situazione culturale estremamente diversa quando Eluana ebbe l'incidente e fu poi chiaro quale fosse la sua situazione. Sapevamo cosa voleva nostra figlia, era stata molto chiara nel comunicarcelo, ed eravamo pienamente coscienti del nostro diritto di manifestare la sua volontà e di fare in modo che venisse rispettata. Lo abbiamo evidenziato fin dal primo colloquio con i medici, ma siamo stati a lungo come randagi che abbaiavano alla luna. Pian piano c'è stata un'evoluzione".

La sua battaglia è stata lunga, difficile, ma ha scelto di portarla avanti nella società e nella legalità.

"No! Non è una scelta, sia chiaro, lo sottolinei per favore... semplicemente non c'è altra strada, la vera libertà è solo nella legalità, altrimenti non saremmo mai arrivati a questo risultato e non ci sarebbe stato un reale cambiamento."

Cosa può fare ognuno di noi, quotidianamente e in concreto, per continuare questa sua battaglia per i diritti?

"Conoscere, approfondire, informarsi, sapere e aiutare gli altri a farlo, anche con incontri come quello che avete organizzato. Rendere le persone edotte di questo diritto all'autodeterminazione che ognuno ha, di ciò che ognuno di noi può fare già oggi, 'ora per allora', tramite il testamento biologico, nel vostro caso anche all'ufficio anagrafe e stato civile del Comune, accompagnato da un fiduciario. Nell'attesa della legge, che speriamo sia approvata presto, si deve comunque essere consapevoli che non ci sarà mai un altro caso come quello di Eluana, perché alle disposizioni di volontà nessuno può più dire no, nessuno può più opporsi. Eluana è stata condannata a vivere. Adesso, con la conoscenza e l'approfondimento, nessuno può rimanere più intrappolato".

L'incontro del 17 maggio lo abbiamo chiamato come uno dei suoi libri, 'La libertà e la vita'. Cos'è vita, Beppino?

Per alcuni è tutto ciò che non è morte cerebrale e ho sempre avuto rispetto di chi ha questa convinzione. Per Eluana era libertà di vivere con e per tutto ciò a cui lei dava un senso.

E cos'è libertà?

"Non trovarsi scoperti nel non poter manifestare un semplice 'no, grazie' al trattamento sanitario in certi casi. Un 'no, grazie' a cui si ha diritto. Nessuno può entrare nella coscienza di un'altra persona. Libertà per Eluana era vivere come voleva lei, non come voleva un altro. Lei era un purosangue della libertà".

(Comune di Vicopisano, intervista a cura di Simona Caroti)


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