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Marcantonio Lunardi. Life 3.0

Dal 16 gennaio al 14 febbraio 2016 al Lu.C.C.A. un’immersione nel mondo della videoarte tra proiezioni, incontri, educational e workshop. Diplomato in regia documentaristica, dal 2001 Lunardi si è occupato di documentazione sociale e politica lavorando a installazioni, documentari e opere di videoarte .

Immagini allegate al comunicato stampa.

Il Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art apre il 2016 con un intero mese dedicato alla videoarte. Un approfondimento a 360 gradi attraverso “LIFE 3.0”, il contenitore di eventi, ideato e prodotto da MVIVA, che vuole avvicinare il grande pubblico a questa modalità espressiva attraverso una serie di proiezioni, incontri, educational e workshop condotti dal videoartista Marcantonio Lunardi e curati dal direttore del Lu.C.C.A. Maurizio Vanni.

Dal 16 gennaio al 14 febbraio 2016 nella sala Videoarte del Lu.C.C.A. (ingresso libero) saranno proiettate due opere dell’artista internazionale Marcantonio Lunardi: “The Idol” e “Anthropometry 154855” che sono il frutto del suo lavoro più recente. Il primo è stato girato a Lucca nel 2015 e ha partecipato al 28° Festival “Les Instants Vidéo-(M)édito” di Marsiglia (Francia) mentre il secondo è stato inserito, sempre lo scorso anno, nel Festival Internazionale Videoarte “Over the real” di Viareggio. L’opening si terrà il 16 gennaio 2016 alle ore 16,30 alla presenza dell’artista.

Il primo appuntamento di approfondimento per specialisti e appassionati è fissato per il 23 gennaio 2016 alle ore 16,30 con gli speech di Maurizio Vanni su “Videoarte. Dalla metafora visiva al marketing emozionale” e di Marcantonio Lunardi su “La Videoarte nei musei. Scelta o necessità?”. A inizio febbraio sono invece previsti degli educational con gli studenti delle scuole superiori lucchesi e a seguire il 13 febbraio 2016 alle ore 16,30 si terrà un interessante workshop (ingresso libero): “Videoarte. La genesi di un’azione, la nascita di un racconto” con Marcantonio Lunardi insieme a Davide Mastrangelo e Francesca Leoni (Con.Tatto). Un focus che vuole andare dietro le quinte di questa espressione artistica per coinvolgere coloro che aspirano a muovere i primi passi in questo ambito.

SINOSSI VIDEO:

THE IDOL (03’50”)

L’idolo rappresentato nell’opera non ha alcuna interiorità, è il riflesso crudele dell’immagine che gli adoratori vi proiettano dentro deprivata di qualsiasi spessore spirituale, resa cinica e indifferente dal fatto che è puro meccanismo. Esso è alimentato dalla fame antropofaga degli uomini i quali però non solo si divorano reciprocamente, ma finiscono per divorare se stessi dal momento che l’idolo che nutrono finisce per fagocitarli tutti. Questa è la visione potente e drammatica che Lunardi propone della contemporaneità, la sua visione della società dell’immagine che prima o poi, come un tragico e grottesco Uroboro, finirà per consumare se stessa.

ANTHROPOMETRY 154855 (03’30”)

Anthropometry 154855 racconta il processo di spersonalizzazione che subisce un soggetto prigioniero dei meccanismi tassonomici della burocrazia. Il titolo, pur richiamando apertamente le antropometrie di Yves Klein nella misura in cui riproducono il canone delle proporzioni umane, dichiara subito la propria specificità con l’aggiunta della cifra. 154855 è un numero di matricola, è il numero con cui il regista ha schedato il protagonista del suo film, un uomo di cui vengono catalogati i parametri antropometrici fino all’archiviazione del suo ultimo respiro.

Brevi note biografiche di Marcantonio Lunardi

Diplomato in regia documentaristica, dal 2001 Lunardi si è occupato di documentazione sociale e politica lavorando a installazioni, documentari e opere di videoarte. Dopo i master al Festival dei Popoli di Firenze con Michael Glawogger, Sergei Dvortsevoy, Thomas Heise e Andrés Di Tella ha iniziato un percorso nel settore delle immagini in movimento sperimentando linguaggi al confine tra il cinema del reale e la videoarte. Le sue opere sono state esposte in prestigiose istituzioni internazionali come il National Art Center di Tokyo, la Galeri Nasional Indonesia di Jakarta, la Fondazione Centro Studi Ragghianti di Lucca, il Video Tage Center di Hong Kong, il Museum on the Seam di Gerusalemme e in molti altri festival e biennali di arte contemporanea in tutto il mondo. Vive e lavora, per sua scelta, nel villaggio di montagna di Bagni di Lucca a 25 Km da Lucca (Italia).

(Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, comunicato stampa 13 gennaio 2016)


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