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Marcello Bartalini. Colore assoluto

I dipinti-istallazioni presentati nella mostra personale, che sarà ospitata dal 12 gennaio al 14 febbraio 2016 negli spazi del Lu.C.C.A. Lounge and Underground, sono il risultato della sua ricerca pittorica di oltre trentacinque anni. Incontro con l’artista 30 gennaio 2016 ore 16,30 .

Immagine allegata al comunicato stampa.

Tessere colorate di un mosaico in eterno divenire, incastri e geometrie che si pongono come “arte assoluta”. I dipinti-istallazioni di Marcello Bartalini presentati nella mostra personale dal titolo “Colore assoluto”, che sarà ospitata dal 12 gennaio al 14 febbraio 2016 negli spazi del Lu.C.C.A. Lounge&Underground, sono il risultato della sua ricerca pittorica di oltre trentacinque anni. L’esposizione, che si compone di circa 15 opere, presenterà una panoramica della produzione dell’artista empolese a partire dal ciclo dell’Astrattismo informale realizzato dalla metà degli anni ’70 fino al 1998, includendo quello Materico floreale degli anni 1999-2012 fino ad arrivare a quello più recente che segue il filone dell’Astrattismo geometrico e delle estroflessioni. Per molti dei suoi lavori Bartalini utilizza come palinsesto tela e legno, un supporto misto che gli permette infiniti giochi di inserzioni e cromie.

Come scrive il critico d’arte Maurizio Vanni nella brochure di presentazione della mostra: “Bartalini punta ad eccitare la fantasia di ogni spettatore, come in un sogno vigile, per sorprenderlo ed allontanarlo da pregiudizi e convenzioni: per lui l’arte visiva non corrisponde alla capacità di creare una costruzione basata sul gusto estetico, ma piuttosto sulla base del peso, del tempo, dello spazio e della velocità”. L’artista gioca col ritmo e con il movimento prendendo spunto per la simmetria delle sue composizioni dalla gestualità della danza, della ginnastica ritmica e delle arti marziali, ma nella costruzione dei suoi lavori inserisce anche richiami alla geometria e alla matematica.

Quello di Bartalini è anche un recupero della manualità, del piacere fisico di creare dando voce ai materiali e ai colori decisi. “Bartalini – prosegue Vanni – lavora sul colore, sulla sua essenza, sul superamento della sua materialità, sui contrasti simultanei provocati dall'occhio che esercitano una funzione tanto estraniante quanto ‘riappacificante’; infatti è proprio la percezione visiva che proietta lo spettatore in un mondo soggettivo, che lancia le cromie in una dimensione dove risultano essere qualcosa di differente da quello che crediamo, sollecitando la psiche in modo inedito”.

La mostra vuole essere anche un omaggio ai grandi artisti italiani innovatori dell’arte astratta del Novecento come Bonalumi, Fontana, Manzoni e Castellani, e una celebrazione della creatività come arte gestuale. L’incontro con l’artista si terrà sabato 30 gennaio 2016 alle ore 16,30.

Biografia Marcello Bartalini

Nato ad Empoli nel 1962, è un ex ciclista professionista su strada. Dopo aver vinto l’oro ai Giochi del Mediterraneo tenutisi a Casablanca (Marocco) nel 1983, l’anno successivo si laurea campione olimpico a Los Angeles nella cronometro a squadre con Claudio Vandelli, Marco Giovannetti, Eros Poli. Diventa professionista nel 1988, firmando per la Pepsi Cola-Fanini e l’anno successivo per la Polli-Mobiexport.

La passione per il ciclismo è sempre andata di pari passo con quella per l’arte seguendo gli insegnamenti del Maestro Antonio Trifoglio, grande artista delle arti figurative che fu allievo di Cascone e Manzù. Dopo gli iniziali studi di decorazione su vetro e ceramica, Bartalini si applica con successo alla produzione di pezzi unici in ceramica per diversi collezionisti, continuando nel frattempo come autodidatta lo studio del disegno e della pittura. A partire dal 1985, comincia a dedicarsi alla pittura astratta grazie ad un incontro decisivo, quello con l’artista Sam Francis, che ha rappresentato per lui un momento di svolta della sua ricerca pittorica. In quell’anno si era trasferito negli Stati Uniti per continuare la carriera sportiva e proprio qui aveva conosciuto l’artista americano con cui aveva stretto un’amicizia. Riprende così a dipingere con maggiore costanza, anche sotto la spinta dell’amico pittore Giacomo Del Bino, e partecipa ad alcune mostre d’avanguardia. I suoi dipinti, disegni e istallazioni sono ammirati e apprezzati in Italia e in Europa.

(Lu.C.C.A. – Lucca Center of Contemporary Art, comunicato stampa 11 gennaio 2016)


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