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Birroir: la birra artigianale di Capannori

Tre giovani donne appassionate del mondo brassicolo (Elena, Elisa ed Alejandra) e un nome che mutua il concetto francese di Terroir usato in enologia per mettere in evidenza il forte legame ai valori locali d'eccellenza della sua produzione, realizzata principalmente con le risorse del territorio e attraverso l'artigianalità dei processi produttivi impiegati a partire dalla macinazione, passando alla cottura e alla fermentazione fino all'imbottigliamento

Questa del 2014 è stata per noi un'estate all'insegna della birra e per chiudere in bellezza vi raccontiamo l'esperienza della nostra visita al birrificio artigianale Birroir in località Segromigno in Monte a Capannori (Lucca).

Ci eravamo promessi da tempo di fare un salto al birrificio Birroir, colpiti dalla creatività del logo di questa azienda apparsa da poco tempo sul mercato: la silouette di tre donne creata per contrasto dai bordi di 4 bottigliette di birra capovolte. Un'idea geniale, pensammo. Semplice e allo stesso tempo efficace. E così siamo andati.

Il birrificio si presenta in maniera perfetta, con una pulizia e un'attenzione alla produzione che rende orgogliose le ragazze di Birroir, le quali ci raccontano come sentano molto forte questo valore: la produzione di un prodotto di alta qualità parte essenzialmente dalla qualità delle materie prime e dalla cura dei processi in ogni minimo dettaglio, anche "sanitario".

Birroir produce due volte a settimana in cotta singola (180 litri) o in doppia cotta (200/300 litri) in base alle richieste del mercato. Le etichette al momento sono 4, identificate dai soprannomi delle quattro donne (la quarta si è aggiunta successivamente all'avvio dell'attività) che partecipano al progetto: Lalita, Isotta, Gigliola e Pantera, ispirate alle tradizioni brassicole del Belgio, dell'Inghilterra e dell'Irlanda.

Lalita (4,7 gradi) è una blanche fresca ed aromatica dai profumi agrumati e speziati (è aromatizzata con coriandolo, arancia e pepe rosa), molto cremosa grazie all'utilizzo di un grano antico, il frumento Verna, generalmente poco usato dai produttori a causa della scarsa resa e coltivato in zona nei pressi di Capannori.

Isotta (4,5 gradi) è la classica bionda artigianale impreziosita però da alcune note esotiche capaci di renderla molto particolare.

Gigliola (5,5 gradi) è, tra le quattro, la birra che ci ha colpiti di più: una rossa di ispirazione inglese dal carattere molto impressionante, caramellato all'inizio e con un retrogusto amarognolo sul finale. Molto interessante.

Pantera (5 gradi) come dice il nome stesso è la più aggressiva delle quattro: una impressionante stout aromatizzata utilizzando una miscela di caffé della Torrefazione Berti di Monte San Quirico (Lucca).

Birroir le produce nei classici formati da 33 e 75 centilitri e in tutta la produzione pone uno speciale occhio di riguardo all'utilizzo di prodotti a chilometri zero, come il grano Verna, il caffè Berti e soprattutto l'acqua locale: il birrificio Birroir sorge infatti lungo la La via dell'acqua lucchese ed è proprio quell'acqua ad essere utilizzata in fase di produzione.

Le ragazze di Birroir ci hanno detto che in Toscana queste birre si possono trovare per esempio alla pizzeria Il Pachino (Viareggio), al ristorante L'Imbuto (Lucca), al ristorante Filippo (Pietrasanta) e al ristorante I Ricci (Pescia).

(ToscanaGo, 24 agosto 2014. Leggi anche l'articolo Toscana: le strade della birra e Feste della birra in Toscana)

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