Port Ellen Clan, ristorante a Lucca

Fotografie gentilmente concesse dal titolare del ristorante.

Era il giorno di Pasqua e, come al solito, a noi non piace fare le cose "normali": quindi niente giornata in famiglia ma pomeriggio al centro benessere e cena fuori casa.

Volevamo provare qualcosa di nuovo e ci è venuto in mente che da settimane alcuni amici ci suggerivano di andar a provare questo ristorante dal nome un po' strano per una città come Lucca: l'enoteca Port Ellen Clan.

Port Ellen è una piccolissima cittadina che si trova nella regione di Argyll, nella parte occidentale della Scozia. Il perchè del nome dato al locale ve lo lasciamo percepire dalle parole riportate sul sito dell'enoteca: "Ebbene, per la curiosità di chi legge, devo dirvi, che quel sabato di maggio i miei ragazzi arrivarono tutti sulla spiaggia di Port Ellen, e furono quattro grandi giorni di passione e zingarate. Da quella volta, ogni anno uno di noi a turno, verso ottobre, fa partire una raccomandata per un nuovo, emozionante raduno del Port Ellen Clan e per questo semplice motivo questo nuovo ristorante non poteva che chiamarsi così."

Entrando ci accoglie Leonardo, che proviene da un altro ristorante del centro di Lucca, I Santi, il quale ci mette subito a nostro agio offrendoci un bianco come aperitivo e un piattino di prosciutto di Ghivizzano stagionato 16 mesi che stava tagliando al coltello proprio al momento del nostro ingresso. L'ambiente sembra quasi voler "attraversare" il tempo attraverso una sapiente fusione di elementi moderni con altri tipicamente retrò: l'arredamento è infatti in divenire, con pezzi in parte di proprietà del ristorante e in parte temporaneamente prestato da amici ed artisti e quindi soggetti a cambiamenti. Guardandovi intorno noterete quindi vecchi trenini elettrici, cornici con foto di attori, una macchina da cucire "della nonna".

Siamo partiti con un antipasto creativo, del salmone marinato 12/13 ore nel Campari servito con una presentazione artistica insieme a robiola fresca e buccellato caldo, quasi croccante, buonissimo.

Come secondo ne abbiamo provati tre:

  • un filetto di maiale lardellato con rape saltate - Sul menù diceva così, in realtà a noi è stato servito con della purea di patate ma non sappiamo per quale motivo dal momento che, presi dalla bontà del piatto, nemmeno ci abbiamo fatto caso sul momento (ce ne siamo accorti adesso, al momento della recensione, rileggendoci il menù sul sito del ristorante)
  • un controfiletto di manzo piemontese con patate al sale e burro aromatizzato, cotto a puntino
  • una tartare di manzo con verdure crude e pane tostato, ottima e tra l'altro anche molto generosa nella porzione
Per farvi capire quanto il rapporto qualità/prezzo sia buono vi segnaliamo che il secondo più "costoso" viene proposto a 16 euro (comprendono tutti il contorno, quindi un prezzo decisamente onesto anche considerato che le materie prime sono di qualità, vi basti pensare che il filetto di maiale si scioglieva letteralmente in bocca). Abbiamo "annaffiato" il tutto con una bottiglia di Stringaio 2008, un blend di syrah e cabernet sauvignon della fattoria Borgo La Torre della vicina Montecarlo (Lucca).

Come dolci abbiamo preso la creme brulé gratinata alla fiamma (per vedere come se la cavano con un classico della ristorazione, ed era decisamente ottima) e, per assecondare la nostra vena golosa, una squisita ricotta fresca con miele di castagno e frutta secca.

Riassumento, lo consigliamo vivamente sia per la qualità del cibo che per l'ambiente davvero diverso dal solito - cosa che dalle foto non si nota a sufficienza (appena possibile andremo noi a farle) e che segnaliamo sicuramente come pregio - e per il prezzo, decisamente competitivo: il servizio, che ammonta al 10% sul prezzo, ci è stato gentilmente scontato per un conto finale pari a 40 euro a persona, acqua, vino e caffè compresi.

(ToscanaGo, 16 aprile 2013. Guarda i contatti del ristorante nella scheda Mangiare e dormire a Lucca e dintorni)

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