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Foodies Festival 2016

hamburgerInizierà venerdì 23 aprile e si concluderà domenica 25 aprile la terza edizione della manifestazione gastronomica di Castiglioncello che nasce con l'obiettivo di mettere la nota località turisitica della costa livornese al centro di quell'interesse nazionale che ruota, quest'anno più che mai, attorno al mondo del cibo.

FOTO COPYRIGHT TOSCANAGO © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il cibo è una tradizione che in Italia trova profonde radici, spesso inscindibili dall’incredibile varietà di risorse che il nostro territorio offre e dalla qualità della nostra cucina media. Dopo alcuni decenni di evoluzione, quelli che una volta erano artigiani del gusto si sono trasformati in chef professionisti capaci di coniugare al meglio quello che il mercato globale ha saputo offrirgli. Nuovi cibi, nuovi modi di comunicare, una nuova immagine ma anche nuovi concorrenti: sono queste le sfide più grandi per le prossime generazioni degli Ambasciatori del Buon Cibo, da affrontare senza lasciarsi incantare troppo dalle percezioni che i programmi televisivi hanno delineato negli ultimi anni. Oggi, essere cuochi non significa avere a disposizione una dispensa infinita, ma riuscire ad esaltare il palato dei cliente, degli appassionati o dei semplici foodies, grazie al giusto connubio tra sperimentazione e tradizione.

Quale visione ha Foodies Festival Castiglioncello?

Foodies Festival 2016 sostiene che il cibo del futuro dovrà ispirarsi a valori sociali profondi, derivanti dalla consapevolezza della propria responsabilità nei confronti del consumatore e dei produttori coinvolti nella realizzazione di un piatto. Il cibo del futuro, però, dovrà essere prodotto in modo consapevole anche per il valore gustativo che deve scatenare in chi mangia e per il valore promozionale che può intrinsecamente assumere; attraverso l’uso, la riqualifica e la sponsorizzazione di determinati prodotti, il cibo ha il potere di rilanciare l’intera filiera delle eccellenze di un singolo territorio, dunque capace di esaltarne i vantaggi, ovvero quelli che il lavoro di un cuoco affermato può portare all’economia di un settore agroalimentare non solo locale ma soprattutto nazionale e quelli che può portare in campo occupazionale, dove il cibo quindi ha bisogno di persone qualificate e di giovani desiderosi soltanto di imparare. Foodies Festival sostiene da sempre che c'è una vera e propria visione nel cibo di oggi, cioè la capacità di farsi carico dell’eredità del passato per traghettarla verso nuovi orizzonti e Foodies Festival - fin dalla prima edizione - ha esaltato soprattutto la figura del cibo legato alla terra, ricco di valori tradizionali lavorati non per inventare qualcosa ma per creare, in perfetta armonia con la tipicità della costa toscana.

Quindi ci sarà un futuro, secondo Foodies Festival?

Secondo Foodies Festival 2016, il cibo del futuro dovrà fare i conti con una serie di modifiche delle professioni ancora molto radicali ed a lui stesso legate, che passeranno soprattutto per i prodotti a disposizione e per i compiti che il proprio ruolo dovrà prevedere. Se già negli ultimi anni si è avvertito un importante cambiamento a livello di materie prime, con il passaggio da pochi alimenti locali ad un mercato globale ricco di scelta e ingredienti esotici, nell’immediato futuro tutto ciò vivrà una nuova fase di evoluzione ed assestamento. Sarà probabile che la ricercatezza e la rarità di alcuni sapori, provenienti ora dai quattro angoli del mondo, lasceranno spazio alla concretezza e all’utilizzo di nuove risorse, giudicate oggi inadeguate alla cucine di lusso. Saranno forse cibi spontanei come bacche, cortecce e steli commestibili raccolti durante la ricerca nei boschi o nelle campagne (e ricordiamoci delle erbe spontanee della nostra tradizione) oppure gli insetti, le alghe o le lumache, che sono già soltanto alcuni degli ingredienti che si stanno affacciando nei piatti dei grandi chef e che permetteranno di affrontare in maniera diversa le sfide che il nostro mondo ci sta lanciando.

Quali obiettivi e quali conclusioni, in definitiva?

Foodies Festival 2016 cerca di continuare nell'opera di interpretazione dell'ecosostenibilità e della Green Economy, due concetti apparentemente ormai già ovvi e già fin troppo acclamati negli ultimi anni ma destinati a cambiare anche il nostro modo di vivere e di mangiare, per aprire una finestra nuova su chi propone cibi alternativi legati alla ricerca di alimenti in natura come il foraging, sopra descritto, o come gli insetti dall'eccezionale apporto proteico, oppure cibi strettamente legati ai sapori della tradizione ma in grado di essere inviati nelle sempre più frequenti missioni spaziali con un occhio a quello Spazio con la S maiuscola dove, lì nei prossimi decenni, si realizzeranno forse le sfide più avvincenti.

Fondamentalmente, il cibo del futuro interpretato da Foodies Festival 2016 vorrà farsi vedere attraverso un’esposizione molto curata come sempre ma soprattutto nuova, non solo perché il grande pubblico dei foodies lo impone ma perché le tematiche oggi in discussione stanno andando obbligatoriamente incontro alle nuove tendenze e alle esigenze di un mercato profondamente mutato rispetto al passato.

Le cose più belle e più buone oggi sono dunque ancora quelle più semplici ma, di certo e soprattutto, sono quelle che ci fanno sentire meglio con noi stessi e che ci fanno continuare a credere in quella longevità sempre sperata.

(Foodies Festival, comunicato stampa)


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