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Il Giardino dei Tarocchi

Una sfrenata fantasia carica di significati simbolici ed esoterici nel meraviglioso contesto ambientale della maremma toscana: un parco artistico dedicato alle figure degli arcani maggiori, realizzato con mosaici a specchio, vetri pregiati e tessere di ceramica dall'artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle che si è ispirata al Parco Güell di Antoni Gaudì a Barcellona.

Il Giardino dei Tarocchi (sito alternativo: www.nikidesaintphalle.com) si trova in una frazione di Capalbio, inserito in un contesto ambientale particolare nella Maremma toscana ai piedi della collina del Garvicchio nelle meravigliose colline toscane.

Si tratta di un parco artistico ideato dall’artista franco-statunitense Niki de Saint Phalle la quale si è ispirata al Parco Güell di Antoni Gaudì a Barcellona. L'artista per la realizzazione del parco, interamente finanziato da lei stessa su un terreno avuto dall’amica Marella Caracciolo Agnelli (moglie di Gianni Agnelli), si è avvalsa della collaborazione di notevoli maestranze, di operai specializzati, di alcuni artisti fra cui il marito Jean Tinguely. Nel maggio del 1998 il parco, dopo diciassette anni di lavoro, è stato aperto al pubblico.

Nel giardino Niki de Saint Phalle ha voluto rappresentare metaforicamente la sua vita attraverso la costruzione di ventidue imponenti figure alte dai 12 ai 15 metri e ispirate agli Arcani Maggiori dei Tarocchi, carichi di significati simbolici.

Prima di poterci immergere nel mondo immaginario e fantasmagorico del parco abbiamo oltrepassato il doppio muro della recinzione, che sembra una fortezza, attraverso una grande apertura circolare. Anche il muro è stato ideato con un significato simbolico: fare da contrasto con ciò che si trova al suo interno e delimitare in modo netto il mondo immaginario da quello lontano della vita quotidiana.

All'interno ci appare subito una strada sterrata che conduce alla piazza centrale (una sorta di anfiteatro) dominata da una vasca e da due figure arcane dei Tarocchi: la Papessa e il Mago. Dalla grande bocca della Papessa sgorga l'acqua che fluisce in una scalinata fino alla vasca al cui centro si trova una scultura metallica semovente: la Ruota della Fortuna.

Alcune figure sono talmente grandi che si possono percorre all'interno e così introducendoci nella cavità della Papessa troviamo la stanza del passaggio dell'acqua.

E' inutile dire che si rimane catturati e incantati dalle situazioni grottesche e giocose rappresentate. E' il trionfo della fantasia, un tripudio di colori intensi e vivaci, degli accostamenti cromatici più impensati. Le figure che popolano il parco hanno dell'incredibile non solo per le proporzioni ma anche per come sono state realizzate, per la notevole varietà di materiali usati: mosaici a specchio, vetri pregiati e tessere di ceramica, per le innumerevoli e ricche decorazioni molto curate nei particolari. Le forme morbide, tondeggianti rivelano senz'altro un universo al femminile.

Dalla piazza inizia una serie di percorsi magici e introspettivi, ricchi di significati simbolici ed esoterici attraverso strade sulle quali si possono leggere pensieri, citazioni, messaggi incisi dalla scultrice. Così sul lato destro si incontra la figura del Sole: un uccello appollaiato sopra un arco azzurro. C'è poi l'Imperatrice dalle linee morbide e rassicuranti sulla quale si può salire dalle scale esterne: arrivati in cima vi apparirà un bellissimo panorama della piana sottostante. Al suo interno troviamo la casa dove viveva l’artista con varie raffigurazioni.

L’Imperatore è rappresentato con un palazzo al cui interno si apre uno straordinario colonnato, le cui colonne sono variamente decorate con particolari straordinari e di una sfrenata fantasia. E poi ancora Il Carro, Gli innamorati, L’Eremita, La Forza, Il Drago, L’Impiccato, La Morte su un bellissimo cavallo azzurro, La Temperanza e altre ancora fra cui La Testa di Drago sulla quale sono scritti messaggi di pace.

Visitare il parco è stata un’esperienza unica: colpisce il risultato positivo che è stato raggiunto nel connubio che si è realizzato fra elementi naturali ed elementi artistici, una meravigliosa interazione fra arte e natura dove lo spazio è stato usato come parte dell'opera stessa. E' evidente che il progetto dell'artista è nato da un profondo coinvolgimento nei confronti dell'ambiente di cui ha seguito e rispettato la naturale struttura.

Il Giardino dei Tarocchi è aperto da aprile ad ottobre e le visite sono limitate per un numero ristretto di visitatori e, per espresso volere dell’artista, non vengono effettuano visite guidate.

(ToscanaGo, 8 settembre 2013. Articolo di Giuseppina Lupo)

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