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Fari in Toscana: in concessione per 50 anni anche a 1 euro!

Faro FormicheIl progetto di riqualificazione dei fari nazionali abbandonati curato dall'Agenzia del demanio include ben tre strutture in Toscana: il Faro di Capel Rosso e il Faro Punta del Fenaio, entrambi sull'isola del Giglio (Grosseto), e il Faro Formiche all'Argentario.

Immagini tratte da Agenzia del demanio.

Il progetto Fari curato dall'Agenzia del demanio punta alla "valorizzazione del patrimonio immobiliare pubblico italiano attraverso la sinergia tra i settori del turismo, dell’arte e della cultura, dello sviluppo economico e della coesione territoriale". Nello specifico, lo scopo principale del percorso di valorizzazione è sottrarre i fari al degrado in cui versano, avviarli a rigenerazione contribuendo ad attivare le economie locali a beneficio della cittadinanza anche e soprattutto attraverso un turismo responsabile, sostenibile, di qualità possono essere sviluppate diverse attività in chiave «green» a sostegno della conoscenza e salvaguardia dell’ambientale. In aree di particolare interesse naturalistico è possibile immaginare azioni per la tutela dell’ecosistema, la scoperta del territorio e lo sport nella natura (escursionismo, attività subacquee, etc.), che possono essere associate alla ricerca, alla produzione di energia ecosostenibile, alla tutela delle risorse naturali, del patrimonio e alla didattica correlata.

Fari in Toscana partecipanti al progetto nazionale

Il Faro di Capel Rosso sull'isola del Giglio (Grosseto), spiegano sul sito dell'Agenzia del demanio, "sorge in un avamposto di grande bellezza che troviamo all’estremo sud dell’isola del Giglio, a Punta Capel Rosso, luogo di silenzi e di storie antiche da cui prende il nome. Un sentiero lastricato e scalini intagliati nella roccia conducono al Faro, rosse le tinte dell’edificio e le striature della roccia, che in questa cornice suggestiva si uniscono ai colori brillanti della macchia mediterranea incontaminata".

"Sull’estremo settentrionale dell’isola del Giglio" (Grosseto), illustra l'Agenzia del demanio, "spicca il Faro Punta del Fenaio, testimone di leggende e racconti del passato, che colorano questo luogo solitario e di esclusiva panoramicità, affacciato sul mare aperto, in cui l’aria è ricca di profumi caratteristici tra cui la senape selvatica tipica dell’Africa del Nord".

Infine il Faro Formiche (Argentario, Grosseto), spiega sempre l'Agenzia del demanio è "situato sull’isola Formica Grande, risale ai primi del ‘900. Fu attivato dalla Marina Militare per illuminare i tre isolotti dell’arcipelago toscano, distanti una trentina di chilometri da Porto Santo Stefano sul Monte Argentario".

(ToscanaGo, 1° luglio 2015)

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