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Cantine Aperte 2015: la Maremma

Maremma ToscanaNel cuore della Maremma Toscana visite guidate della cantina ipogea a Fattoria Le Mortelle, tour della Fattoria Aldobrandesca a Sovana, mentre alla Parrina visita di agriturismo, caseificio, cantina e shop. Doppio appuntamento alla Tenuta L’Impostino, sia sabato 30 maggio con cena degustazione in abbinamento ai vini Montecucco, sia domenica 31 con visite gratuite alla cantina e ai vigneti, con assaggi dei formaggi del caseificio Spadi. Giornata alla scoperta della storia e dei sapori dei territori della Maremma a Roccapesta e passeggiata nella tenuta con wine tasting di Morellino di Scansano 2013 e Vermentino 2014 alla cantina Val delle Rose.

Immagini allegate al comunicato stampa.

Tenuta L’Impostino - Sulla sommità di un anfiteatro naturale esposto a sud ovest, all’altezza di 350 m slm, l’azienda si estende per 52 ettari, di cui 25 ettari sono dedicati al vigneto, 2 ettari ospitano gli ulivi, mentre un bosco di lecci e sughere occupa i restanti 25 ettari. Sulla sommità della collina, a dominare e godere del panorama mozzafiato, sono collocati la cantina, moderna struttura dalla tradizionale forma ad ali protese che abbraccia i poggi vitati, e il complesso storico podere-stalla, oggi adibiti ad elegante attività ricettiva agrituristica e ristorativa. All’interno della cantina, adiacente ai locali tecnici, trova spazio un moderno centro degustazioni e wine shop. Fin dal Medioevo, sulle strade che dalla Maremma portavano verso l’interno, gli Imposti rappresentavano per i viandanti e i commercianti luoghi di sosta e ristoro, per il cambio del bestiame o per un pasto caldo e un bicchiere di vino. Uno di questi vecchi poderi, nei secoli divenuto un brullo pascolo, ha rubato il cuore di due amici lombardi, con i suoi poggi rivolti a sud ovest e la natura intatta che lo circonda. La convinzione che la terra e il clima dell’Alta Maremma rappresentassero un connubio di valore assoluto ha dato il via ad un’opera quinquennale di conversione dei vecchi pascoli e terreni seminativi in ordinati vigneti, e al progetto di ingabbiare in una bottiglia il carattere di questa terra forte e generosa, calda e a volte ruvida, che si concede poco alla volta solo a chi abbia la pazienza di fermarsi ad ascoltare i suoi silenzi e alla volontà di interpretare quelle che sono le caratteristiche uniche di questa zona.

Fattoria Le Mortelle - La fattoria Le Mortelle si trova in Maremma, vicino a Castiglione della Pescaia. Faceva parte di un complesso più ampio chiamato La Badiola, già individuato sulle carte geografiche da Leopoldo II a metà dell’800. Gli Asburgo Lorena, bonificando l’area malarica di Grosseto, vollero rendere i possessi della Badiola e dell’Alberese delle fattorie-guida per l’allevamento di bovini. L’azienda appartiene alla famiglia Antinori che dal 1999 ha lavorato sia ai vigneti che alla nuova cantina con la convinzione che l’area, ancora emergente nel panorama vitivinicolo italiano, sia altamente vocata alla produzione di vini di qualità e che qui si possono esprimere al meglio le caratteristiche del terroir e delle varietà coltivate. Mortella è il nome del mirto selvatico che caratterizza queste zone costiere ed è simbolo della fattoria: da questo arbusto mediterraneo profumato, deriva anche il suo nome.

Fattoria Aldobrandesca - Siamo nella Maremma del sud, a Sovana, nel cuore di quella terra che fu prima etrusca e poi romana e meglio conosciuta come la zona etrusca dei Tufi. Qui si trovano le Vie Cave, affascinanti percorsi viari scavati a cielo aperto nelle colline di roccia tufacea da questo antico popolo. In questo splendido scenario si trova la Fattoria Aldobrandesca, un microcosmo di incredibile varietà immerso in un bellissimo panorama naturale ed archeologico in cui crescono uve internazionali come Cabernet Sauvignon e Malbèc, ed uve tipiche del territorio come l’Aleatico. Alla Fattoria Aldobrandesca abbiamo appena aperto una piccola bottega e angolo degustazione dove si possono trovare i vini che la rappresentano: il Vie Cave, Melbèc in purezza, e un Aleatico. Spazio è lasciato anche ai vini prodotti dalla vicina tenuta delle Mortelle, in un ideale percorso tra l’incredibile varietà delle terre e dei vini della bassa Maremma Nella zona di Sovana si trovano importantissimi resti archeologici che risalgono fino al VII Secolo A.C. Questa, infatti, fu terra etrusca prima e romana poi.
Nel 594, Sovana è conquistata dai Longobardi che la assegnano alla potente famiglia degli Aldobrandeschi, dai quali prende il nome anche la Fattoria. Intorno all'anno 1000, grazie anche a Ildebrando di Soana, divenuto papa Gregorio VII, che rivolge alla sua terra natia i favori dello stato pontificio, i possedimenti si espandono e Sovana diventa la capitale di una contea molto ricca e potente.
Sovana ed i paesi del tufo passano poi sotto Siena prima, e Firenze poi, fino ad essere parte del Gran Ducato di Toscana. Rimangono però ai "confini del Granducato", non riacquistando più l'importanza passata. 
La Fattoria Aldobrandesca è al centro di questo paesaggio ricco di storia oltre che di grande interesse enologico, che rappresenta un nuovo territorio da interpretare per la produzione di grandi vini.

Tenuta la Parrina - Tenuta la Parrina è una delle aziende agricole più antiche e affascinanti della Maremma Toscana, circondata da vigneti uliveti e frutteti, incorniciata in un territorio di rara bellezza: il Monte Argentario con i tomboli naturali di Giannella e Feniglia, separati dall’oasi della laguna di Orbetello. Dalla terra alle lagune, uno sguardo al mare e poi di nuovo alla terra. Le coltivazioni comprendono un territorio di circa 200 ettari dei quali 60 sono destinati ai vigneti, 40 alla produzione frutticola, 20 a quella orticola, 22 agli uliveti e i restanti sono divisi tra terreno seminativo e coltivazione vivaistica. Percorrendo il lungo viale di Eucalipti si giunge al cuore dell’azienda, una piazzetta protetta da maestosi Platani e circondata dagli edifici che oggi ospitano l’agriturismo, il ristorante, gli uffici aziendali e la piccola chiesetta ottocentesca. All’interno degli oltre cinquecento ettari aziendali si trovano la moderna cantina, il caseificio, il vivaio, tredici casali toscani e la riserva faunistica. Una realtà complessa e suggestiva, dall’elegante riserbo. Nata nel 1830 per volere del banchiere fiorentino Michele Giuntini, Tenuta La Parrina è guidata con profonda passione e dedizione dalla Marchesa Franca Spinola la quale dal 1979 promuove il rispetto per la biodiversità, la tutela e la valorizzazione di questo splendido territorio.

Val delle Rose - La profonda esperienza maturata in Chianti Classico e la passione per il Sangiovese spingono la famiglia Cecchi a un’altra sfida viticola che sposta il baricentro della produzione aziendale verso la costa toscana, in Maremma per la precisione. Nel 1996 Cecchi acquista l’azienda Val delle Rose in località Poggio la Mozza nel cuore produttivo del Morellino di Scansano. Al momento dell’acquisto Val delle Rose conta su 25 ettari vitati condotti in modo approssimativo. L’intervento di Cecchi è assimilabile a una piccola rivoluzione agricola in quanto le tecniche agronomiche utilizzate fino ad allora non garantivano la costanza qualitativa necessaria alla sopravvivenza di un’azienda viticola. Lo studio dei suoli a disposizione, pratica poi condotta da molte altre realtà maremmane, rivela l’enorme potenziale di questo terroir, tanto che l’azienda decide di estendere il parco vitato ai circa 100 ettari attuali dove protagonista è il Sangiovese. Gli impianti sono estremamente razionali con densità che variano dai 5000 ai 5500 piante per ettaro. Si tratta di densità “ragionate” in grado di permettere alla pianta una fase vegetativa lenta e ricca di circolazione di aria. Questi aspetti risultano fondamentali per ottenere quell’equilibrio necessario alla qualità dei vini. Dopo la doverosa e saggia sistemazione della parte agronomica l’azienda ha avviato la costruzione di una nuova cantina, oggi dotata della tecnologia più avanzata che permette all’azienda un’eccellente lavorazione delle uve raccolte.

La Maremma Toscana è uno dei nuovi fronti della viticoltura di qualità italiana. Le caratteristiche climatiche, così favorevoli a qualsiasi attività agricola, insieme alla vocazione naturale dei suoli garantiscono lo scenario ideale per gli investimenti agricoli. Tra le aree principali ad alto sviluppo viticolo, il territorio Morellino di Scansano è quella che si è affermata in modo perentorio, ottenendo la Denominazione di origine controllata e garantita, arrivata nel 2007. L’estensione vitata è di circa 1500 ettari e interessa sei Comuni nella provincia di Grosseto. Scansano si trova a 500 metri di altitudine. L’area vitata rivolge i suoi versanti intorno al centro del paese a scendere verso il mare. Qui il sangiovese esprime calore e corpo non smentendo però quel carattere acido che lo rende compagno ideale della cucina italiana. Negli ultimi anni i problemi maggiori sono legati al riscaldamento globale. Le facili maturazioni di un tempo oggi si traducono in eccessi di calore che possono danneggiare l’equilibrio delle uve. Per questo è fondamentale la conoscenza esatta del comportamento della pianta in relazione al suolo, alla densità di impianto e alla gestione della parete fogliare.

(MTV Toscana, comunicato stampa)


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