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Crazyrun 2014: tappa 3

Lasciata piazza delle sorgenti di Bagno Vignoni, con la vasca di acqua termale fumante, la Crazyrun raggiunge il famoso Giardino di Daniel Spoerri all'interno del quale, su un'area di circa 16 ettari, sono collocate 103 opere di 50 artisti diversi: i team in testa si riducono da 13 a 11. Il team ToscanaGo scala altre 4 posizioni in classifica risalendo al 23° posto.

Foto copyright ToscanaGo © Tutti i diritti riservati.

Il check point da raggiungere per questa terza tappa è molto semplice: ci viene infatti data, insieme alla busta, la borchure a colori del Giardino di Daniel Spoerri, l'artista romeno naturalizzato svizzero che in un parco di circa 16 ettari immerso nella natura nei pressi di Seggiano (Grosseto) ha raccolto una collezione di 103 tra istallazioni ed opere d'arte di ben 50 artisti diversi.

La difficoltà di questa prova, che prevede in caso di insuccesso 10 punti di penalità, è quella di individuare all'interno del parco, una volta raggiuntolo, quello che nell'indizio viene descritto come l'ombelico del mondo, dove si troverebbero 160 oche tra le quali se ne nasconde una che abbraccia un bambino e con la quale occorre farsi un selfie (ossia una specie di autoritratto fotografico con il cellulare) da portare al check point come prova.

Il Giardino di Daniel Spoerri viene in effetti raggiunto più o meno da tutti in una trentina di minuti: il difficile, una volta lasciate le auto nel parcheggio, è trovare l'oca con il bambino!

Parcheggiamo accanto alla volvo biana del team The Black Panthers e insieme alle tre ragazze corriamo a piedi all'interno del parco, cercando di capire in quale direzione andare: l'immenso "giardino" è infatti pieno di gente, non solo concorrenti della CrazyRun ma anche semplici turisti che ci guardano sbigottiti. Ognuno corre in una direzione: chi entra e chi esce dal parco, sotto il sole cocente. Dopo alcuni minuti riusciamo ad identificare l'opera con le 160 oche (le potete vedere nel video riportato a fondo pagina) e ci facciamo in fretta e furia il selfie da portare al check point all'ingresso del parco.

Mancano pochissimi minuti, per cui facciamo davvero di corsa: uno scatto al volo e via di corsa. Per fortuna nella foto, seppure non interamente, riusciamo ad inquadrare almeno un pezzo di tutti e tre: noi due del team e la benedetta oca!

La classifica cambia nuovamente: il team ToscanaGo guadagna 4 posizioni e si porta dalla ventisettesima alla ventitreesima posizione mentre in testa i team appaiati in prima posizione (ancora con zero penalità) sono sempre meno, adesso 11. Classifica completa su www.crazyrun.org/.

Nel frattempo, tra il secondo e questo terzo check point, alcuni team iniziano ad avere i primi problemi: il team MacGlass comincia ad accusare problemi di raffreddamento alla propria Chrysler PT Cruiser mentre il team DaglidiGass prende addirittura in pieno una buca e spacca il filtro dell'olio alla Caterham: soccorsi dal servizio Aci i ragazzi del team riescono fortunatamente a trovare nelle vicinanze un meccanico aperto che dispone del pezzo di ricambio giusto e, consci di quanto sia ardua la Crazyrun (hanno già partecipato alla prima edizione, classificandosi quarti nel 2013) oltre a sostituire il filtro dell'olio rotto "caricano" 3 chili di olio e ne acquistano altrettanti di scorta insieme ad un secondo filtro di riserva.

Finalmente ci possiamo riposare: non troppo, perchè abbiamo soltanto 30 minuti per il pranzo prima del ritiro della penultima busta della giornata, ma è già qualcosa. Due toast, una bottiglietta d'acqua... anche questa è la Crazyrun, un pranzo corsaiolo! Tic tac, tic tac, mentre rifocilliamo lo stomaco il tempo passa inesorabile ed è già tempo di ritirare la busta numero quattro e di risalire a bordo della nostra Porsche.

(Andrea Gervasi, 9 giugno 2014. Leggi anche Crazyrun 2014: tappa 2 e Crazyrun 2014: tappa 4)

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