Contenuto Principale
Italian Chinese (Simplified) English French German Japanese Portuguese Romanian Russian Spanish

Toscana eco capitale del Natale

Toscana capitale italiana per la coltivazione degli abeti con circa 3milioni di esemplari. Concentrata tra Arezzo, in particolare nel Casentino e nella Valtiberina, e Pistoia, saranno circa 400mila gli abeti di naturali che finiranno, quest’anno, nelle case degli italiani nonostante la crisi taglierà del 10% le vendite.

La stima è di Coldiretti Toscana (info su Toscana Coldiretti) e del Consorzio per la valorizzazione dell’albero di natale del Casentino secondo cui gli italiani preferiranno anche abeti più piccoli che non superano i 160 centimetri e sono venduti con tanto di radici e pane di terra a prezzi stabili rispetto allo scorso anno e variabili tra i 15 ed 50 euro nei vivai, nella grande distribuzione, presso i fiorai e nei garden. Nonostante il primato nazionale, 7 toscani su 10 rinunceranno ad acquistare un nuovo albero di Natale e riutilizzeranno quello dello scorso anno mentre solo il 15% ne acquisterà uno nuovo: il 12% punterà su un abete vero e naturale mentre il 3% opterà per la soluzione diplastica probabilmente perché più economica. Il 10% invece non allestirà nessun albero, ne vero ne finto, e dirà addio, almeno per quest’anno, alla tradizione. Almeno queste sono le intenzioni secondo un recente sondaggio effettuato da Coldiretti. Ma gli abeti toscani, Made in Tuscany, dovranno fare i conti, anche quest’anno, con massicceimportazioni di abeti di plastica provenienti soprattutto dalla Cina, proposti a prezzi stracciati, e da alcune varietà di abete rosso coltivate nel Nord e nell’Est dell’Europa che arriveranno nella nostra regione. Due soluzioni che non tengono conto del negativo impatto ambientale e degli effetti sull’aria che respiriamo: in entrambi i casi gli abeti arrivano da migliaia di chilometri di distanza da dove saranno venduti, e nel caso specifico degli alberi di plastica comporteranno, per ogni albero mediamente di 10 chili di peso, l’emissione in atmosfera di 30 chilogrammi di CO2 impiegando fino a 200 anni prima di degradarsi nell’ambiente. Di contro, ogni albero di Natale vero “assorbe” 47 grammi di CO2. Un ettaro di alberelli produce quindi, dati alla mano, qualcosa come ossigeno per 45 persone. “Scegliere un abete vero, meglio ancora se toscano, delle nostre montagne – sintetizza Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana – significa aver compreso l’importanza di un’economia che è strategica per il territorio. Gli alberi naturali sono coltivati soprattutto in terreni marginali altrimenti destinati all'abbandono e contribuiscono a migliorare l'assetto idrogeologico delle colline ed a combattere l'erosione e gli incendi. E’ una scelta di buonsenso e di amore nei confronti del territorio in cui viviamo”.

Grazie agli alberi di Natale è infatti possibile mantenere la coltivazione in molte aree di montagna con il terreno lavorato, morbido e capace di assorbire la pioggia in profondità prima di respingerla verso valle evitando i pericoli delle frane, mentre la pulizia dai rovi e dalle sterpaglie diminuisce il pericolo d'incendi. Per questo l’acquisto di un abete vero, a differenza di quanto spesso si crede, è molto più ecologica rispetto agli alberi finti. E nel caso degli abeti toscani del Consorzio di Valorizzazione l’esemplare” è sempre scortato da una carta d’identità l'indicazione dell'azienda di produzione e l'iscrizione al registro fitosanitario ed essere così sicuri di non stare acquistando unabete straniero.

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 10 dicembre 2013, n. 363)


Web Soft