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Firenze, nasce "SCATTOnetto: fai una foto al triste cassonetto"

Il comitato Mamme NO Inceneritore ha lanciato il progetto per rendere pubbliche le segnalazioni di disservizi, illegalità e abusi nel conferimento e nella gestione dei rifiuti per sollecitare l'amministrazione comunale a comprendere il problema e a fare le scelte giuste per migliorare il servizio.

Immagini: alcune segnalazioni.

Si tratta del primo progetto di crowdmapping sui rifiuti mai sperimentato in Italia e vuole essere un esempio di partecipazione e di cittadinanza attiva per migliorare la gestione del bene pubblico, che in questo caso coincide con la gestione del servizio di raccolta rifiuti e pulizia delle strade. Per saperne di più su cosa è una crowdmap, come funziona e altre domande e risposte sul progetto visita il sito www.scattonetto.it.

Il progetto nasce dalle tantissime email, post su facebook e messaggi via chat che molte di noi ricevono o che quasi quotidianamente leggiamo sui quotidiani locali sullo stato di abbandono dei rifiuti e dei cassonetti, sul conferimento sbagliato dei rifiuti, su discarichee improvvisate etc…

Molti, come noi stesse abbiamo sperimentato, si lamentano anche della lentezza, se non addirittura dell’impossibilità, a risolvere i problemi segnalati a chi sarebbe tenuto a farlo.

L’idea nasce proprio da questa situazione: rendiamo pubbliche le segnalazioni di disservizi, illegalità e abusi nel conferimento e nella gestione dei rifiuti, nella convinzione che riportare su una mappa grafica le varie segnalazioni dei cittadini possa aiutare le amministrazioni a comprendere il problema e a prendere le scelte giuste per migliorare il servizio.

Il progetto è stato sviluppato a inizio 2017 e da Marzo circa una 20ina di “beta testers” hanno iniziato a usare il sito e a provarlo, come si dice in gergo, in strada. Molte cose sono state migliorate e modificate per rendere il progetto il più facilmente usabile da tutti i cittadini.

Quasi ogni cassonetto diviene luogo di abbandono di rifiuti ingombranti, di scarti industriali o comunque di rifiuti proveniente da aziende e non da cittadini, conferimenti completamente errati dovuti a un’insufficienza nella svuotamento degli stessi cassonetti, abbandono a causa del malfunzionamento delle chiavette e infine legati a bocchette di “entrata” piene o troppo piccole!

Sarebbe facile accusare i cittadini di semplice inciviltà, ma davanti alle foto che abbiamo raccolto, e che siamo sicure verranno pubblicate nei prossimi mesi, noi riteniamo che qui il problema sia di cultura (non creata), informazione (completamente assente e mal fornita), soprattutto per il servizio di ingombranti e aziende che è scadente, e controlli COMPLETAMENTE INSESISTENTI!

In 40 giorni abbiamo potuto appurare, documentandolo, che in molti luoghi, OGNI GIORNO, vi è uno stato grave di mala gestione dei rifiuti. Abbiamo quindi chiesto ai residenti, scoprendo che sono tante le segnalazioni telefoniche o via email aperte, ma ciononostante non si sono mai visti ispettori o controllori, non sono state installate telecamere e nemmeno si è provveduto a fare una informazione capillare e mirata. Multe nemmeno a parlarne.

Questo dimostra che da parte delle amministrazioni e delle società, ora diventata unica, di gestione e raccolta rifiuti non c’è nessuna attenzione alla qualità del servizio svolto e offerto.

E’ triste vedere come in queste settimane ALIA abbia ritenuto più importante e opportuno spendere migliaia di euro in pubblicità su siti, giornali, radio e altri mezzi di informazione per comunicare semplicemente la sua esistenza, invece di investire in una informazione capillare porta a porta o atteaverso un’ indagine e miglioramento del servizio. Inoltre i concorrenti, come sappiamo, non esistono, e da oggi non possono più esistere su questo territorio, e quindi questa campagna pubblicitaria risulta uno spreco di soldi pubblici.

ALIA esiste ed è pagata per rendere un servizio ai committenti (le amministrazioni pubbliche) e ai cittadini che rappresentano e che pagano per questo servizio. E negli obblighi di legge ci sono il raggiungimento delle percentuali di Raccolta Differenziata (che non sono un obbiettivo ma un obbligo MINIMO!) e offrire un servizio di qualità.

Non è più accettabile che gli amministratori pubblici, davanti alla spesa più grande dei loro bilanci comunali, non pretendano che venga offerto un servizio all’altezza, che vegano fatti controlli e che non vengano multati i trasgressori.

Laddove è stata introdotta la Raccolta porta a porta in pochissimo tempo sono state raggiunti e superati gli obblighi di legge relativi alla Raccolta Differenziata (65%), è migliorata nettamente la qualità del servizio, si è quasi abolito del tutto il problema del conferimento illegale e degli abbandoni.

“Dillo a Quadrifoglio” non ci basta più: da oggi tutti i cittadini o i turisti vedranno rese pubbliche le proprie segnalazione e speriamo che questo sia di stimolo gli amministratori locali, che magari per mancanza di risorse non riescono a mappare e a comprendere la situazione attuale, per poter agire e migliorare il servizio.

Tutto questo sarà possibile grazie a: www.scattonetto.it.

(Comitato Mamme NO Inceneritore, comunicato stampa)

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