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Klimt Experience a Firenze

Fino al 2 aprile 2017 l'Auditorium di Santo Stefano al Ponte ospita la mostra, di cui Sergio Risaliti è curatore, realizzata da The Fake Factory, studio diretto dall'artista e video designer Stefano Fake. L'evento espositivo è patrocinato dal Mibact e dal Comune di Firenze.

Immagini allegate al comunicato stampa.

Dopo il successo di pubblico e di critica ottenuto dalle precedenti mostre immersive, Santo Stefano al Ponte ospita Klimt Experience, un inedito evento espositivo dedicato alla vita e all’opera dell’artista viennese, uno dei maggiori autori dell’era moderna.

Dal 26 novembre 2016 e fino al 2 aprile 2017, le figure e i paesaggi di Klimt saranno i protagonisti assoluti di una nuova rappresentazione multimediale immersiva ideata e prodotta dal Gruppo Crossmedia.

Padre fondatore della Secessione viennese, Klimt coltivò assieme ad altri artisti il mito dell’opera d’arte totale, quello di una democratizzazione del bello e della creatività. Opere come il Bacio, l’Albero della vita, oppure Giuditta, sono entrate a far parte della cultura popolare. Eppure resta ancora un artista da scoprire e soprattutto da raccontare. Questo è l’obiettivo del nuovo spettacolo; entusiasmare, affascinare, meravigliare il pubblico di giovani e adulti invitandoli ad approfondire la conoscenza dell’uomo e del maestro, la comprensione delle sue opere, la lettura stilistica attraverso la messa in scena spettacolare dei dettagli e della tecnica pittorica.

Eccezionale l’impatto visivo delle oltre 700 immagini selezionate riprodotte dal sistema Matrix X-Dimension, progettato in esclusiva per questa video installazione, che propone al visitatore un’immersione totale, senza soluzione di continuità, in un mondo simbolico, enigmatico e sensuale, dove si realizza il trionfo di un'arte senza tempo e confini: 30 proiettori laser trasmettono sui megaschermi dell’installazione oltre 40 milioni di pixel garantendo una definizione maggiore del Full Hd.

Klimt Experience si caratterizza tra l’altro anche per la cura con cui è stato strutturato l’allestimento dell’area introduttiva alla mostra, dove a completamento dei supporti didattici fisici, vengono proposte ai visitatori esperienze integrate di approfondimento per mezzo di tavoli educational multimediali interattivi e degli Oculus Samsung Gear VR, tecnologia avanzata di realtà virtuale sviluppata dalla società milanese Orwell, che consente di entrare all’interno delle opere percependone tridimensionalmente ogni dettaglio figurativo e cromatico.

La mostra, di cui Sergio Risaliti è curatore, è stata e realizzata da The Fake Factory, studio diretto dall’artista e video designer Stefano Fake. L’evento espositivo è patrocinato dal Mibact e dal Comune di Firenze.

Grande successo di pubblico e critica per Klimt Experience: nei primi 80 giorni di programmazione sono stati già oltre 40.000 gli ingressi alla mostra multimediale immersiva dedicata alla vita e all’opera del celebre artista viennese.

Numeri importanti, per certi versi eccezionali, soprattutto se riferiti ad un evento espositivo inedito, proposto in uno spazio a gestione privata in una città d’arte, come Firenze, che vanta la più alta concentrazione del mondo di straordinari musei e beni architettonici da visitare. Il fenomeno può forse essere spiegato dal notevole afflusso di under 30 provenienti da ogni parte d’Italia, con prevalenza femminile, arrivati a Klimt Experience soprattutto grazie al tam tam di commenti positivi generatosi sui social network.

“Klimt è un autore che ha influenzato molto la sua epoca, inoltre le sue opere sono da alcune decine di anni iconiche per giovani e teenager, europei e non, - afferma Federico Dalgas, presidente di Crossmedia Group, società produttrice della mostra - ossia il target a cui oggi sono indirizzate una molteplicità di offerte, negli ambiti più disparati, ma molto raramente in quello culturale. Ed è proprio partendo da questa riflessione che abbiamo pensato di realizzare e comunicare un format espositivo in grado di coinvolgere in particolare la generazione dei new media. La multimedialità, se immersiva, è a mio avviso lo strumento più adeguato per centrare questo obiettivo, consente infatti la lettura stilistica di un autore attraverso la messa in scena spettacolare della sua tecnica pittorica. Va inoltre letta in tal senso anche la nostra scelta di investire anelle tecnologie applicate alla realtà virtuale. Abbiamo infatti affiancato alla mostra un’area didattica in cui sono allestite delle postazioni con gli Oculus Gear VR. Qui, grazie ad un’app fatta realizzare appositamente, diamo al pubblico l’opportunità di provare un’esperienza in cui è letteralmente possibile entrare all’interno di alcune opere, percependone in 3D ogni dettaglio figurativo e cromatico.”

A vedere dai risultati, la strada intrapresa di rappresentare per mezzo della multimedialità, utilizzando la tecnologia in funzione della affermazione dei contenuti dei quali è strumento, sembra essere quella giusta.

Un progetto innovativo di fruizione dell’arte, esaltato dall’eccezionale l’impatto visivo delle oltre 700 immagini selezionate per la mostra: 30 proiettori laser trasmettono sui megaschermi dell’installazione oltre 40 milioni di pixel garantendo una definizione maggiore del Full Hd. A Klimt Experience il visitatore vive un’immersione totale, senza soluzione di continuità, in un mondo simbolico, enigmatico e sensuale, un mondo dove si realizza l’ideale del trionfo di un'arte senza tempo e confini. Klimt Experience, patrocinata dal Mibact e dal Comune di Firenze, è in programma fino al 2 aprile 2017 nel complesso della magnifica chiesa sconsacrata di Santo Stefano al Ponte, a poche decine di metri da Ponte Vecchio.

La Direzione Artistica

Sergio Risaliti (1962), si è laureato a Firenze in Storia dell’arte moderna e contemporanea con il massimo dei voti. È storico e critico d’arte, ideatore, curatore di mostre e di eventi interdisciplinari, scrittore e giornalista. Dal 2015 è membro onorario dell’Accademia dell’Arti del disegno di Firenze ed è consulente alla direzione artistica e coordinamento scientifico dell’Associazione Mus.e. Collabora regolarmente con “Il Venerdì - la Repubblica”, “Il Corriere Fiorentino”, “Arte Mondadori”, “Flash Art”.

Ha fondato e diretto sedi espositive pubbliche e private tra cui Palazzo delle Papesse a Siena e Quarter Centro per l’Arte Contemporanea a Firenze.

Tra le mostre ideate e curate si ricordano, Bacon Beuys Burri, La collezione della Fondation Cartier, Pascali e Savinio, Le Repubbliche dell’Arte. Israele e Palestina, Lo spazio Condiviso, Moltitudini Solitudini, Bambini nel tempo, Boom.

Ha curato il nuovo allestimento del museo Marca di Catanzaro. Ha collaborato per un biennio con la Galleria Christian Stein a Milano. È stato membro del comitato scientifico del Frac Rhône-Alpes di Lyon e della Galleria d’Arte Moderna di Bologna. Ha curato il censimento dell’arte giovane italiana Espresso (Electa, 2000), Toscana contemporanea (Maschietto, 2001), i libri d’artista di Giulio Paolini La verità (Einaudi, 1996) e Dall’Atlante al vuoto (Electa, 2010), il Catalogo generale della grafica di Fausto Melotti (Electa, 2009). Con Achille Bonito Oliva ha curato De Gustibus (Siena, 2002) e Orizzonti. Belvedere dell’Arte (Firenze, Forte Belvedere, 2003). Con Stefania Ricci ha ideato e curato Ispirazioni e visioni (2011), Marilyn (2012), Il Calzolaio prodigioso (2013), Equilibrium (2014) al Museo Salvatore Ferragamo di Firenze.

Per Florens 2012 ha ideato l’accostamento dei Crocifissi di Donatello, Brunelleschi e Michelangelo nel Battistero di Firenze e ha curato l’installazione della Croce di Mimmo Paladino in piazza Santa Croce. Nel 2013 e nel 2014 ha ideato e curato progetti per Marco Bagnoli e per Domenico Bianchi alla Limonaia di Boboli in Palazzo Pitti; le installazioni di Maurizio Nannucci e Marco Bagnoli alla Stazione Leopolda di Firenze per Fabbrica Europa. Nel 2013 ha ricevuto l’incarico per la Direzione Artistica della mostra personale di Zhang Huan a Palazzo Vecchio e Forte Belvedere; con Cristina Acidini (ideatrice) ed Elena Capretti ha curato la mostra Michelangelo Buonarroti. Incontrare un artista universale, presso i Musei Capitolini di Roma. Ha ideato e curato l’esposizione dei Tre profeti di Donatello nel Battistero di Firenze, (maggio-dicembre 2014). Con Francesca Campana Comparini ha ideato e curato la mostra Jackson Pollock, La figura della furia, in Palazzo Vecchio a Firenze. Ha ideato e curato (con Arabella Natalini) la mostra personale di Giuseppe Penone. Prospettiva Vegetale al Forte Belvedere e nel Giardino di Boboli nel 2014 e Human di Antony Gormley nel 2015. Assieme alla Biblioteca Nazionale di Firenze ha curato AlfaZeta. Libri d’artista. Ha ideato e curato la mostra In principio, (28 novembre 2014, Novara Broletto). È stato direttore artistico del primo Festival dei bambini. Nuovi mondi, organizzato a Firenze, nel 2014. Nel 2015 ha curato la mostra Jeff Koons. In Florence (Piazza Signoria e Palazzo Vecchio, Firenze), Alighiero Boetti. Mappe (Salone dei Cinquecento. Palazzo Vecchio, Firenze) e la mostra antologica di Alighiero Boetti presso la Galleria Stein di Milano (con Francesca Franco). Ha ideato e curato per la Galleria Tornabuoni di Firenze e Londra la mostra Il dado è tratto. Arte italiana oltre la tradizione. È direttore artistico del festival fiorentino Flight per le edizioni 2015 e 2016. Nel 2016 si è occupato della direzione artistica della personale di Jan Fabre. Spiritual Guards al Forte Belvedere, Palazzo Vecchio e Piazza Signoria a cura di Melania Rossi e Joanna de Vos). Ha ideato e curato (con Antonella Nesi) la mostra personale di John Currin. Paintings al Museo Bardini di Firenze. Ha curato con Elena Capretti la mostra Michelangelo e Vasari. Preziose lettere all’amico caro a Palazzo Medici-Riccardi. Nel 2016 ha collaborato, in qualità di direttore artistico, ai progetti espositivi multimediali Incredibile Florence e Klimt Experience, prodotti da Crossmedia Group.

La Regia

THE Fake Factory è uno studio pluripremiato, specializzato in video design, fondato a Firenze nel 2001 dall'artista e video designer Stefano Fake, insieme ad un gruppo di talentuosi videomaker digitali, animatori, fotografi, progettisti e visualmakers. THE Fake Factory affronta da anni con successo temi di sperimentazione linguistica legati ai nuovi media ed è ora un punto di riferimento italiano e internazionale della ricerca contemporanea sul video design.

Il gruppo ha partecipato alla realizzazione di molteplici progetti di video design: videomapping 3D; installazioni luminose architettoniche; video e TV produzioni; spettacoli; videoinstallazioni; proiezioni di mappatura, scenografie video per concerti, teatro, opera e sfilate virtuali; ambienti visivi per musei, gallerie ed eventi culturali; produzione di film, DVD; allestimenti e contenuti di esposizioni immersive e multisensoriali di videoarte.

Dal 2005 collabora con il magazine Interni per la progettazione e realizzazione delle videoinstallazioni degli eventi del Fuori Salone. Nel 2010 la società è stata inclusa nel prestigioso International Lighting Design Index, pubblicato dal Luminale di Francoforte.

(Klimt Experience, comunicato stampa)


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