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Il Chianti Classico si candida a patrimonio dell’Unesco

Quale miglior modo per celebrare un trecentesimo compleanno se non candidandosi al titolo di Patrimonio dell’Umanità? Il Gallo Nero quest’anno compie 300 anni di storia e a dispetto (o in onore di questa veneranda età) le dolci ed infinite colline della zona storica del Chianti Classico sono state candidate nella scalata verso l’Unesco.

Immagine allegata al comunicato stampa.

Queste le parole del presidente del Consorzio, Sergio Zingarelli: “Quest’anno celebriamo il nostro anniversario numero 300. Non c’è modo migliore per pensare al futuro: puntare alla valorizzazione del nostro territorio e della nostra economia con la forza trainante del mercato del vino. Questo è quello che ci proponiamo con la candidatura del territorio a Patrimonio dell’Umanità”.

70.000 ettari di un territorio antico che tutto il mondo ci invidia: il Chianti Classico si estende tra le due province di Firenze e Siena e comprende i comuni di Castellina in Chianti, Gaiole in Chianti, Greve in Chianti, Radda in Chianti e in parte quelli di Barberino Val d’Elsa, Castelnuovo Berardenga, Poggibonsi, San Casciano in Val di Pesa e Tavarnelle Val di Pesa. Elemento caratteristico del paesaggio agrario chiantigiano sono i filari di viti che si alternano agli oliveti.

Il progetto di candidatura sarà incentrato sulla valorizzazione delle risorse culturali e paesaggistiche della zona di produzione del Chianti Classico, di cui la componente enologico-produttiva costituisce il risultato più significativo. Il progetto è stato promosso dal Consorzio vino Chianti Classico e sarà seguito dalla Fondazione per la Tutela del Territorio. L’obiettivo del Consorzio è quello di riuscire ad ottenere l'iscrizione nella lista entro quest'anno. Sarebbe la “ciliegina sulla torta” per i festeggiamenti del suo trecentesimo anniversario.

Tutto questo accade sulla scia di un 2015 positivo dove si è registrato un boom di export a quota 80%, +8% di vendite, un fatturato da 700 milioni e una ripresa anche delle vendite in Italia che dopo vari anni di stasi è tornato a crescere del 2%.

Buona fortuna Gallo Nero!

(Movimento Turismo del Vino Regione Toscana, comunicato stampa)


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