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Castello di Sammezzano

Castello di SammezzanoCostruzione risalente al 1605 attualmente di proprietà privata, il prezioso edificio arabeggiante si trova a Leccio (Reggello) ed è stato aggiudicato all'asta alla società Helitrope Limited di Dubai per 15,4 milioni di euro. Stupendo, oltre al suo interno, anche il giardino di lecci e sequoie giganti.

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Il castello di Sammezzano è una costruzione particolarissima che costruito nei pressi di Leccio (Reggello) dalla famiglia degli Ximenes d'Aragona.

L'edificio principale, in stile moresco, fu edificato nel 1605. Passato in eredità al marchese Ferdinando Panciatichi Ximenes, la costruzione venne riprogettata e modificata con artigiani e materiali del luogo tra il 1853 e il 1889 portandolo all'attuale aspetto.

Il vasto giardino, con le sue sequoie giganti (le più antiche d'Europa) e i lecci della ragnaia, impreziosito da fontane, vasche, decorazioni in cotto e persino una grotta artificiale con la bellissima statua di Venere, è di un fascino unico.

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Attualmente il castello è di proprietà privata, aperto al pubblico negli ultimi anni pochissime volte e con visite guidate limitate a poche persone, ed è stato messo all'asta: una sola offerta (pari a 15,4 milioni di euro), giunta l'8 maggio 2017, ha fatto sì che ad aggiudicarselo sia stata la società araba Helitrope Limited (Dubai).

Numerosi erano stati coloro che in passato hanno cercando di "salvare" il castello per aprirlo ai visitatori: in particolare era stata lanciata una petizione per "chiedere al Comune di Reggello, alla Regione Toscana e al Ministero dei Beni culturali e del turismo di intervenire con i poteri loro assegnati dal nostro ordinamento affinchè siano adottate tutte le misure che garantiscano la destinazione museale del Castello di Sammezzano e l'apertura al pubblico del suo parco, in considerazione dell'elevato pregio storico artistico dell'immobile" ed una raccolta donazioni per partecipare all'asta.

Erano inoltre state presentate due interrogazioni, l'interrogazione 30 settembre 2015 alla Camera dei Deputati e l'interrogazione 7 ottobre 2015 al Senato della Repubblica.

(ToscanaGo, 10 maggio 2017)


Camera dei Deputati, interrogazione 30 settembre 2015

Atto Camera

Interrogazione a risposta in commissione 5-06531

presentato da IANNUZZI Cristian

testo di Mercoledì 30 settembre 2015, seduta n. 493

CRISTIAN IANNUZZI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo - Per sapere - premesso che:

nel comune di Reggello, in provincia di Firenze, nei pressi di Leccio, si trova il castello di Sammezzano, un bene architettonico di estremo valore risalente al 1605 circondato da un ampio parco, tra i più vasti della Toscana, in cui a metà dell'Ottocento, Ferdinando Panciatichi, vi fece piantare una grande quantità di specie arboree esotiche, come sequoie e altre resinose americane; nel parco si trova il più numeroso gruppo di sequoie giganti in Italia, con ben 57 esemplari adulti, tutti oltre i 35 metri oltre a esemplari di araucaria, sequoia, tuja, tasso, cipresso, pino, abete, palma, yucca, querce, aceri, cedro dell'Atlante, cedro del Libano, bagolaro, frassino, ginepro, acacia, tiglio e numerose piante di interesse floriculturale, grazie ad un recente progetto di restauro che ha valorizzato la ricchezza botanica originale;

il castello e tutte le proprietà ad esso annesse, nonostante appartengano alla società italo-inglese, Sammezzano Castle Srl, che lo acquistò nel 1999, è chiuso da 20 anni circa ed è in stato di abbandono, ma è ancora molto noto per il suo valore culturale e ambientale grazie al Comitato FPXA 1813-2013 (FPXA è l'acronimo di Ferdinando Panciatichi Ximenes d'Aragona, erede che riprogettò l'edificio principale), costituitosi nell'aprile 2012, che ha tra le proprie finalità quella di promuovere e valorizzare il castello di Sammezzano attraverso, tra l'altro, l'organizzazione di aperture straordinarie alle quali accorrono turisti italiani e stranieri;

il castello e il parco sono attualmente in vendita: il 20 ottobre 2015 si terrà l'asta giudiziaria su base di 20 milioni di euro, nella quale il complesso sarà posto all'incanto a causa del fallimento della Sammezzano Castle srl, con notevoli danni sia per la memoria storica e culturale della zona che per il valore ambientale e turistico che il parco riveste per l'intera nazione; dalle ultime notizie sembra che verrà acquisita da imprenditori cinesi che ne faranno un albergo di lusso con la conseguenza che i cittadini italiani e stranieri non potranno più godere, se non clienti, di questo importante sito storico, monumentale, ambientale e turistico –:

se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto sopra riportato;

se il Governo non ritenga di intervenire immediatamente, nell'ambito delle proprie competenze, adottando iniziative volte a tutelare il patrimonio del castello di Sammezzano, in particolare verificando e accertando l'interesse culturale del bene ed elaborando un progetto di recupero di tutta l'area che coinvolga soggetti pubblici, privati e il mondo associativo impegnato per la conservazione dei beni culturali e per l'ambiente, anche attraverso operazioni di crowdfunding. (5-06531)

Senato della Repubblica, interrogazione 7 ottobre 2015

Legislatura 17 Atto di Sindacato Ispettivo n° 3-02261

Atto n. 3-02261 (in Commissione)

Pubblicato il 7 ottobre 2015, nella seduta n. 519

MONTEVECCHI , CAPPELLETTI , DONNO , PUGLIA , PAGLINI , MORONESE , SANTANGELO , TAVERNA , ENDRIZZI - Al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Premesso che:

il castello di Sammezzano, situato nel comune di Reggello, in provincia di Firenze, più precisamente nella frazione di Leccio, è un luogo incantevole. Si tratta di un edificio di rara bellezza, che racchiude in sé tesori di inestimabile valore culturale ed architettonico; si compone di un edificio principale, una costruzione eclettica, in stile moresco, edificata nel 1605 per volere di Ximenes D'Aragona, e di un parco, tra i più vasti della Toscana. La tenuta di cui fa parte Sammezzano appartenne a famiglie molto importanti, in particolare gli Altoviti e in seguito, per volere del duca Cosimo, a Giovanni Jacopo de' Medici, che, a sua volta, la vendette a Sebastiano Ximenes. Tali beni restarono alla famiglia Ximenes d'Aragona fino all'ultimo erede, Ferdinando, che morì nel 1816;

l'area è composta anche da un grandissimo parco fatto costruire a metà dell'Ottocento da Ferdinando Panciatichi, sfruttando terreni agricoli attorno alla sua proprietà e un boschetto di lecci; vi fece piantare una grande quantità di specie arboree esotiche, come sequoie e altre resinose americane, mentre l'arredamento architettonico del Castello fu realizzato con elementi in stile moresco, quali un ponte, una grotta artificiale (con statua di Venere), vasche, fontane e altre creazioni decorative in cotto;

negli anni alcune specie sono andate perdute e solo recentemente si è iniziato a rimettere in dimora alcune delle essenze scomparse, tramite un progetto di restauro che valorizzi la ricchezza botanica originale. Sono presenti oggi esemplari di araucaria, sequoia, tuja, tasso, cipresso, pino, abete, palma, yucca, querce, aceri, cedro dell'Atlante, cedro del Libano, bagolaro, frassino, ginepro, acacia, tiglio e numerose piante di interesse floriculturale;

il castello ed il suo parco storico costituiscono un unicum di notevolissimo valore storico-architettonico ed ambientale, un vero gioiello di architettura moresca. Le diverse sale oltre a rappresentare un particolare esempio di stile sono anche un raro esempio di miscellanea architettonica che non ha eguali in Europa;

la proprietà è stata sempre privata, ma dal 1970 al 1990 è stato trasformato in struttura ricettiva; recentemente è divenuto una location d'interni nel film "Il racconto dei Racconti" (2015), diretto da Matteo Garrone;

risulta agli interroganti che il castello sia attualmente in vendita e che il 20 ottobre 2015 si terrà l'asta giudiziaria, su base di 20 milioni di euro, nella quale il complesso sarà posto all'incanto, a causa del fallimento della società italo-inglese che lo acquistò nel 1999;

da alcuni anni un gruppo sempre più numeroso di volontari locali ha costituito un'associazione che ha avuto il merito di richiamare l'attenzione della comunità nazionale e internazionale su Sammezzano, riscoprendo la figura del Marchese, organizzando visite guidate, grazie alla disponibilità della proprietà, e anche cercando di eseguire piccole manutenzioni per evitare il degrado,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza dei fatti esposti in premessa;

se, attesa la necessità di restituire alla collettività un pezzo di storia della cultura italiana, non voglia considerare l'ipotesi di presentare un'offerta di acquisto della proprietà nel corso dell'asta che si svolgerà il 20 ottobre 2015, con l'ambizioso intento di utilizzare l'edificio ed i tesori in esso custoditi per il rilancio artistico e culturale del castello di Sammezzano.

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