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Dimmi che vino produci e ti dirò chi sei: Emanuela Tamburini racconta

Emanuela TamburiniCosa può stuzzicare la curiosità dei wine lovers nei confronti delle cantine e della loro produzione più che la voce dei vignaioli che raccontano il proprio lavoro e la propria terra? Così Emanuela Tamburini, enologo della Agricola che porta il suo nome racconta la sua cantina..

Immagine allegata al comunicato stampa.

“Il periodo della vendemmia è il più importante e allo stesso tempo il più impegantivo dell’anno - spiega - Le giornate sono scandite dal controllo estremo delle condizioni climatiche ed allo stesso tempo dalla gioia e dall’emozione nel sentire i profumi del mosto in fermentazione”.

Alla domanda di quale sia il suo vitigno preferito Emanuela Tamburini risponde che, in assoluto, è il sangiovese, vitigno principe della sua zona di produzione per la sua natura difficine quanto, quando si riesce a produrlo al meglio, estremamente soddisfacente al gusto e al palato. Nel raccontare l’Agricola Tamburini, Emanuela, racconta che: “la vista dei vigneti e degli olivi storici, che si ha dalla terrazza davanti alla sala degustazione è impareggiabile e rappresenta l’angolo più suggestivo della tenuta”.

Quando si parla di produzione, è innegabile che ogni vignaiolo abbia un proprio vino del cuore, quello di Emanuela Tamburini è: “Probabilmente il nostro nuovo prodotto, Il Brunello di Montalcino, che rappresenta l’evoluzione dell’azienda negli anni, la dinamicità commerciale e produttiva e sopratutto la voglia continua di mettersi in discussione senza mai semplicemente accontentarsi di quello che già si ha. Il piatto che forse si accosta in modo migliore al nostro Brunello è il Roosbeef brasato al vino e alle verdure, un piatto della tradizione toscana, ma allo stesso tempo rivisitato e reso unico grazie al sapore delle verdure fresche e sopratutto del buon vino utilizzato per la sua lenta cottura”.

Nel descrivere infine la storia più rappresenta Emanuela e la sua cantina l’enologa spiega come si è avvicinata al mondo del vino: “credo che sia la storia d’amore più importante. Volendo inizialmente fare un lavoro completamente diverso, sono riuscita pian piano ad appassionarmi e a dedicarmi completamente alla vita dell’azienda, ho imparato ad assaggiare i vini e a seguirne la loro formazione dal vigneto alla bottiglia, un amore verso la terra, verso la tradizione di famiglia e sopratutto verso un territorio splendido che è la Toscana”.

(Movimento Turismo del Vino, comunicato stampa)


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