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Piscine: le norme in vigore dal 3 giugno 2015

piscinaEntrano in vigore le nuove regole per la conduzione delle piscine in Toscana. Il regolamento di attuazione (modificato in base alle richieste avanzate da Coldiretti e Terranostra e in base alle novità introdotte dalla legge regionale 84/2014 nella lr 8/2006 per gli impianti privati a uso collettivo) è stato infatti pubblicato sul Burt del 20 maggio 2015.

FOTO COPYRIGHT TOSCANAGO © RIPRODUZIONE RISERVATA

Finalmente quindi gli impianti al servizio dell’agriturismo potranno beneficiare delle semplificazioni richieste con impegno da Coldiretti e Terranostra in questi anni, in cui si è proceduto a colpi di proroga per evitare l’applicazione di una norma inadeguata per le strutture che propongono l’uso della piscina al solo scopo di migliorare la qualità del soggiorno dell’ospite.

Il regolamento di fatto conferma le novità introdotte dalla lr 84/2014 per le piscine private ad uso collettivo.

In sintesi:

1. Si valorizza l’autocontrollo. L’imprenditore infatti a sua discrezione potrà seguire, nella conduzione dell’impianto, le Norme UNI, seguendo le procedure in termine di gestione dell’impianto e dell’esecuzione dei controlli, oppure decidere di operare in regime di autocontrollo per mantenere i parametri dell’acqua richiesti dalla legge

2. Si introduce per le piscine esistenti (in esercizio o dotate di atto autorizzatorio edilizio prima del 20 marzo 2010) la possibilità di ottenere deroghe definitive per alcuni parametri strutturali

3. Si semplificano le procedure per la messa in funzione degli impianti: non occorre autorizzazione ma basta la presentazione della Scia allo sportello Suap del comune di riferimento

4. Si stabiliscono, in assenza dei titoli necessari, percorsi formativi proporzionati all’esperienza e al fattori di rischio

5. Si dà l’opportunità all’imprenditore agrituristico di creare banchine in tappeto erboso, di sostituire la vaschetta lavapiedi con presidi igienico sanitari idonei a scelta dell’imprenditore, di utilizzare quale elemento di separazione per impedire gli accessi incontrollati alla vasca le siepi vegetative, di utilizzare uno spazio coperto per allestire il punto di primo soccorso dotato solo di una cassetta di pronto soccorso e di un sistema telefonico per le chiamate di emergenza; di adottare, in assenza di materiali con il coefficiente antisdrucciolo richiesto dalle norme UNI, sistemi per la presa del piede indicati nel manuale di autocontrollo

6. Si dà la possibilità di chiedere alla Usl la deroga definitiva se, in caso di approvvigionamento di acqua da fonte diversa dall’acquedotto, non si riesce ad ottenere i parametri richiesti dalla norma

7. Si sposta il termine per l’adeguamento delle piscine esistenti al 20 marzo 2010 al 31 marzo 2016

8. Si autorizza l’impiego di skimmer per le piscine con superficie inferiore o uguale ai 100 mq, per tutte le piscine esistenti, indipendentemente dalle loro dimensioni

Dal 3 giugno le piscine private ad uso collettivo in attività dopo il 20 marzo 2010 devono:

  • essere adeguate sul piano strutturale al nuovo quadro normativo
  • aver richiesto l’eventuale deroga sulla qualità dell’acqua
  • avere nominato il RP e l’AIT che, a loro volta, devono avere, in assenza dei titoli necessari, completato il percorso formativo

Le piscine private ad uso collettivo esistenti prima del 20 marzo 2010 devono:

  • adeguarsi alle caratteristiche strutturali previste dal quadro normativo vigente entro il 31 marzo 2016
  • chiedere entro il termine del 31 marzo 2016 le deroghe definitive previste dalla legge in materia di requisiti strutturali ed eventualmente dei requisiti delle acque
  • presentare entro il 31 settembre 2015 dichiarazione sostitutiva di atto notorio per beneficiare del percorso formativo abbreviato

Tutte le piscine esistenti prima e dopo il 20 marzo 2010 alla riapertura, dal 3 giugno, sono tenute a:

  • aver effettuato lo svuotamento della vasca prima della riapertura dell’impianto per la corretta pulizia del fondo e delle pareti
  • effettuare l’analisi delle acque di approvvigionamento se non provenienti da acquedotto pubblico prima della riapertura dell’impianto o, se l’apertura è annuale, una volta ogni sei mesi
  • adottare ed esporre il regolamento interno e la segnaletica richiesta dalla legge
  • adottare il DVR
  • adottare e aggiornare con cadenza quotidiana il manuale di autocontrollo come richiesto dalla norma indicando il numero dei bagnanti presenti per fasce orarie, i controlli effettuati, la lettura dei dati di reintegro e ricircolo; i prodotti usati
  • tenere in azienda a disposizione di eventuali controlli la dia/scia di avvio di attività, corredata di relazione tecnica; titolo edilizio; dichiarazione di conformità degli impianti; eventuale certificazione antisdrucciolo dei materiali utilizzati
  • conservare la richiesta di deroga definitiva presentata al comune di competenza in merito ai requisiti strutturali e della qualità dell’acqua con le conseguenti eventuali prescrizioni impartite dalla Usl

(Coldiretti Toscana, comunicato stampa 28 maggio 2015, n. 132)

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