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Galleria degli Uffizi: una visita in 3 ore

E' sabato mattina e fuori c'è una temperatura siberiana: il sole fa capolino dietro le nubi ma non sembra voler uscire a scaldare la nostra cittadina. Ci apprestiamo a preparare il pranzo pensando a cosa fare per passare un pomeriggio piacevole senza stare all'aria aperta.

Ci viene in mente un'idea artistica.

Perchè non andare agli Uffizi? C'è una coda interminabile, dicono. Vero, qualche volta l'abbiamo vista anche noi: una fila di persone che si snoda per tutto il quartiere attorno a piazza della Signoria... ma allora che fare? Spulciando sul sito ufficiale ci cade l'occhio sul riquadretto "Prenotazioni per la visita". Componiamo il numero e chiediamo informazioni. Con 4 euro in più non si fa la fila. Semplice, no? Le cose sono sempre più facili di come ce le immaginiamo. Il punto adesso è un altro: la Galleria degli Uffizi è uno dei musei più affascinanti del mondo (diciamolo pure senza la paura di poter essere smentiti: il più affascinante!) e, soprattutto, non è per niente piccolo con oltre 70 locali tra sale e corridoi: per visitarlo in maniera non approssimativa servirebbero come minimo dieci ore... mentre accendiamo il fuoco sotto la pentola con l'acqua per la pasta decidiamo di fare una selezione delle opere e degli artisti che più ci interessano in modo da concentrare la visita solo su alcune stanze: incrociamo le informazioni ufficiali sulle sale degli Uffizi con quelle di Wikipedia ed il gioco è fatto! Scegliamo Giotto e Cimabue (sala 2), il Botticelli (sale 10-14), Leonardo da Vinci (sala 15), Mantegna e Correggio (sala 23), Michelangelo (sala 25), Raffaello (sala 26), Pontormo (sala 27), Tiziano (sala 28), Tintoretto (sala 32) più due chicche assolutamente imperdibili: la sala dedicata interamente a Caravaggio e la stanza dei pittori olandesi del Seicento (sala 44) con Rembrant a farla da padrone.

Nel frattempo abbiamo terminato il nostro pranzo e i piatti resteranno a lungo da lavare: partiamo. Mentre all'ingresso tradizionale il pannello luminoso indica 45/60 minuti di attesa noi ci avviamo alla porta numero 3, quella per il ritiro dei biglietti di chi ha effettuato la prenotazione: zero coda, 1 minuto per ritirarli e all'ingresso dedicato ci fanno accedere immediatamente.

Finalmente entriamo, per la seconda volta in vita nostra, e c'è subito una scelta tra la tecnologica ascensore per arrivare all'ultimo piano o le antiche scale degli uffici governativi sui cui gradini hanno posato i piedi i Medici: mai decisione fu più facile. Saliamo lentamente e l'imponenza di quelle scale ci fa subito capire che non c'è museo al mondo che possa competere: nè il Louvre di Parigi, nè la Tate Gallery di Londra, nè il Moma di New York, e per capirlo non occorre nemmeno entrare, basta osservare i "palazzi" della Galeria degli Uffizi dall'estero.

C'è chi tra noi comincia la visita dalle prime stanze, seguendo l'ordine suggerito dal percorso, e chi invece trattiene emozionato il respiro e si dirige subito a rendere omaggio al Botticelli, iniziando il fantastico viaggio con un'ammirazione di alcuni minuti alla Venere ed alla Primavera per poi tornare sui propri passi per evitare di fare uno "sgarbo" a Cimabue, Duccio di Boninsegna e Giotto.

Non staremo certo a raccontarvi le opere viste, di cui potete tranquillamente leggere una sterminata documentazione in biblioteca o in rete: quel che è certo è che, accanto a centinaia di opere meravigliose ce ne sono alcune in particolare la cui straordinaria bellezza ci ha lasciato un segno nel cuore come se fosse "la prima volta". Quando i tuoi occhi si posano su quei capolavori, che tu ci sia stato una o dieci volte, è sempre "la prima volta". La Venere e la Primavera di Botticelli, certo, o l'Annunciazione di Leonardo da Vinci, o ancora il Bacco di Caravaggio (per citarne solo alcune), ma anche i dettagli del trittico del Mantegna davanti al quale siamo rimasti almeno 10 minuti estasiati dalla meticolosità che traspira in ogni suo più piccolo dettaglio.

A metà percorso, dalle finestre del breve tratto dell'edificio che si affaccia sull'Arno abbiamo anche l'occasione di vedere alcuni spettacolari tiri di campioni del golf: su Ponte Vecchio si disputa infatti il Ponte Vecchio Golf Challange con le buche posizionate su piattaforme galleggianti ancorate in mezzo al fiume.

Arriviamo al termine della visita pensando ai Medici e a quello che, nel bene e nel male della lunga storia della "famiglia", sono stati per l'arte e la cultura del nostro pianeta. "E quindi uscimmo a riveder le stelle", come diceva Dante Alighieri. Con dispiacere, ovviamente, perchè non eravamo all'inferno ma in un piccolo paradiso. Una brezzolina calda ci arriva sulle spalle, spinta dal vento proveniente da Ponte Vecchio: è stranamente caldo per essere dicembre, un languorino ci assale e decidiamo di finir la serata in bellezza con una bella bistecca alla trattoria Antico Noè. Fantastica giornata, un regalo speciale che ci siamo fatti in attesa del Natale che sarebbe arrivato dieci giorni dopo.

(ToscanaGo, 25 dicembre 2012)

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La Venere di Sandro Botticelli (1482-1485 circa)


La Primavera di Sandro Botticelli (1482)

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