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I 10 ristoranti più strani della Toscana

Scopri i locali più particolari della regione: ristoranti dove mangiare solo fondute, quello dove c'è un tavolo soltanto per due persone, il locale che serve in mezzo ad originali affreschi trecenteschi, quello in cui cucinano e servono galeotti, il ristorante all'interno di un vero tetaro con spettacoli dal vivo e tanti altri ancora.

Ecco i 10 ristoranti più strani e particolari della Toscana:

  • 01. Cene galeotte: è il nome dell'iniziativa gastronomica del carcere di Volterra, dove è possibile cenare all'interno della vecchia cappella sconsacrata della casa di reclusione gustando pietanze preparate e servite direttamente dai detenuti che vengono supportati da uno chef professionista. Gli eventi culinari hanno uno scopo benefico: l'intero ricavato viene di volta in volta devoluto per progetti umanitari.

  • 02. Ristorante l'Imbuto: a Lucca è possibile cenare direttamente all'interno del Museo di arte contemporanea con percorsi enogastronomici particolarissimi suddivisi in 3 menù completi (proposti a 40, 60 e 90 euro bevande escluse) le cui portate vengono però scelte non dal cliente ma dallo chef Cristiano Tomei (l'unica cosa che potete e dovete fare è comunicare le proprie allergie, intolleranze alimentrai e ingredienti "sgraditi").

  • 03. Il Ristorante Alle Murate è un locale di alta cucina la cui particolarità è quella di essere stato ricavato all'interno del Palazzo dell'Arte dei Giudici e Notai di Firenze, tra affreschi trecenteschi restaurati e scavi archeologici che spaziano dall'epoca romana al Rinascimento, compresi i ritratti documentati di Dante e Boccaccio più antichi al mondo.

  • 04. L'e' maiala: a Firenze (via Agnolo Polizano, 7) è nato il primo ristorante d'Italia in cui si può pagare il proprio pasto attraverso il baratto con oggetti di artigianato e prodotti alimentari certificati.

  • 05. Ristorante Peperino: a San Miniato (via IV Novembre, 1) è possibile mangiare in coppia all'interno di un ristorante romanticissimo con due soli coperti ideato dal ristorante Pepenero.

  • 06. La Fondue, edel kitsch restaurant: dall'antipasto al dolce tutto a base di fonduta per un mix di cucina francese e svizzera da gustare all'interno di un ambiente curatissimo fin nei minimi dettagli. La raclette al formaggio e tartufo, la tradizionale fondue bourguignonne svizzera (pezzetti di manzo da intingere in olio vegetale bollente) fino alla fonduta di cioccolato fondente con frutta fresca come dessert.

  • 07. Il teatro del sale: in via dei Macci 111 rosso si trova questo particolarissimo teatro di spettacoli musicali e di cabaret all'interno del quale è possibile cenare (cucina principalmente toscana a buffet e a prezzo fisso). Si tratta di un "circolo" per cui per l'accesso è necessaria la sottoscrizione di una tessera che ha validità annuale. Alcuni posti sono un po' scomodi e vi sono da rispettare dei tempi rigorosisi (inizio cena alle 19:30 e fine cena alle 21) ma il posto merita sicuramente una visita e, per chi ama il genere di locale, anche più di una: cucina a vista e piatti "chiamati" direttamente dal Picchi (storico ristoratore di Firenze).

  • 08. Mulino Bianco: a due passi dall'abbazia di San Galgano (dove si trova anche la Cappella di Montesiepi che racchiude la vera "spada nella roccia") è possibile mangiare all'interno dell'originale mulino utilizzato a volte da Barilla per la realizzazione dei propri spot pubblicitari.

  • 09. Il Trenino: a Chiesina Uzzanese (Pistoia) è possibile cenare a bordo dei vagoni di un vecchio treno sale del treno.

  • 10. Refettorio del Pellegrino: è il ristorante del santuario francescano La Verna a Chiusi della Verna (Arezzo).

Meritano inoltre una menzione:

  • L'Accademia del Coccio: un'associazione culturale che ha come scopo il recupero del tradizionale metodo di preparazione dei cibi e la valorizzazione della cultura gastronomica toscana attraverso l'uso di "strumenti ed attrezzi" più consoni (ad esempio il paiolo di rame per la polenta oppure il classico tegame di coccio, da cui deriva il nome del locale, per la cottura di risotti e "umidi").

  • Moscerino: conosciuto con questo soprannome, Alfio Vanni fino a pochi anni fa gestiva un locale sul lago dei Renai a Lastra a Signa in cui si andava a mangiare a prezzo fisso e con menù altrettanto imposto da lui e dalla moglie Bettina Steffens, accolti all'arrivo dal raglio del ciuco Ulderico. Artista di strada formatosi anche sulle navi da crocera lungo la rotta Genova-New York (c'è chi dice abbia intrattenuto i passeggeri persino con Silvio Berlusconi), Moscerino si presentava in sala addobbato di lucine e intratteneva il proprio pubblico durante la cena con musica e cabaret nel suo improbabile locale arredato in maniera folcloristica come fosse un set di Alejandro Jodorowsky e nel quale potevi incontrare persino il vero "sò Simone" al quale si è ispirato Panariello. Oggi il locale, distrutto dall'acqua durante l'alluvione del gennaio 2014, è chiuso e nessuno sa se riaprà mai anche se Alfio è stato "avvistato" in splendida forma insieme alla moglie al ristorante Sempre più grulli.

(ToscanaGo, 25 gennaio 2015)

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