Parchi Nazionali Arezzo

Parchi e Zoo della provincia di Arezzo

 5 aree verdi e naturalistiche da vedere in provincia di Arezzo

Arezzo è senza dubbio la provincia più boschiva della Toscana.

Essa si sviluppa per lo più in zona montuosa e raggiunge anche altitudini importanti con il suo capoluogo a 300 mt slm.

Molte sono le aree di interesse naturalistico ed i parchi nella provincia.

 

Segnaliamo nello specifico tra i luoghi più interessanti dal punto di vista naturalistico e luoghi in cui passare sane giornate di trekking, in natura:

Riserva naturale Regionale Alta Valle del Tevere - Monte Nero

La Riserva comprende la porzione sommitale toscana dell'alto bacino del Tevere; la sua superficie è pari a 470 ettari, mentre l'altitudine varia da circa 850 ai 1234 m della vetta di Monte Nero. L'area nel suo complesso appare come una zona inaccessibile e di elevata naturalità nella quale la presenza umana è molto ridotta. La Riserva è quasi interamente coperta da boschi (soprattutto faggete), sebbene siano presenti anche alcuni ambienti rupicoli e di macereti nonché praterie e arbusteti, che contribuiscono a elevare significativamente la biodiversità di questa zona protetta. Nelle foreste, a una elevata ricchezza floristica si associa la presenza di alberi di grandi dimensioni, segno evidente dello scarso impatto esercitato dall'uomo negli ultimi decenni.

Riserva naturale Regionale del Bosco di Montalto

La Riserva si sviluppa su una piccola superficie di appena 20 ettari, ma è costituita da un bosco molto ricco di specie e con vecchi alberi. Su substrato di alberese il bosco è dominato da faggio, carpino nero (particolarmente abbondante nelle aree meno fertili) e acero opalo, a cui si accompagnano frassino maggiore, acero campestre, acero di monte, tiglio comune, farinaccio, maggiociondolo alpino, olmo montano e acero riccio. Sulle argilliti di Sillano il piano arboreo è dominato da faggio, cerro, acero opalo e carpino bianco, a cui si accompagnano frassino maggiore, carpino nero, acero campestre e tasso. Il bosco presenta una struttura stratificata dovuta sia ad una notevole ricchezza floristica che ad una certa disetaneità, in quanto deriva dall'invecchiamento di un ceduo fortemente matricinato con piante di più turni.

Riserva Naturale Regionale Ponte a Buriano e Penna

 La Riserva si sviluppa per circa 7 km di lunghezza lungo il corso dell'Arno, dal ponte romanico di Ponte Buriano fino alla centrale elettrica situata a valle della diga ENEL della Penna e comprende l'invaso artificiale della diga e le zone terrestri limitrofe. Il paesaggio è caratterizzato principalmente dalle dolci colline circostanti all'invaso, costituite da sedimenti fluvio-lacustri di età diversa, con presenza saltuaria di balze e pareti verticali. Dalla cartiera di Ponte a Buriano fino a Rondine, l'Arno scorre incassato fra le rocce, mentre da Rondine alla Penna il fiume si allarga a costituire l'invaso della Penna. Il paesaggio vegetale è costituito da boschi di roverella, localizzati soprattutto nei versanti direttamente esposti verso l'invaso, da una esigua fascia arborea ripariale, da arbusteti, colture agrarie (situate soprattutto lungo la sponda sinistra dell'Arno) e da una vasta area palustre nella porzione orientale della Riserva.

Riserva Naturale Regionale Valle dell'Inferno e Bandella

L'elemento caratterizzante è costituito dal vasto specchio d'acqua (3,4 milioni di metri cubi) del bacino della diga dell'ENEL in prossimità di Levane. Dal Ponte del Romito fino alla diga ENEL, l'Arno ha eroso per una profondità di diverse decine di metri i sedimenti lacustri di diversi periodi geologici e in alcuni tratti, come in prossimità del Castellare, il fiume scorre in un letto incassato nella roccia. Il paesaggio vegetale è costituito da vaste aree boscate (per lo più cerrete) localizzate nei versanti direttamente esposti verso l'invaso e da modeste superfici occupate da arbusteti e colture agrarie. Lungo le sponde e nei numerosi "borri" sono presenti formazioni ripariali arboree a dominanza di salici e pioppi e formazioni ripariali degradate con robinia. Nell'Ansa di Bandella si trovano interessanti formazioni palustri.

Riserva Naturale Regionale Sasso di Simone

La Riserva si sviluppa per una superficie di 1604 ettari e abbraccia una fascia altitudinale che va da circa 940 a 1221 metri. L'aspetto più caratteristico dell'area è determinato dalla presenza dei due massicci calcarei che la dominano, il Sasso di Simone e il Simoncello, caratterizzati, sulla loro sommità, da piccoli "altopiani" circondati da pareti rocciose o da versanti molto ripidi. In uno spazio relativamente ristretto sono presenti ambienti molto diversificati, dagli habitat rupestri (pareti calcaree e macereti alla loro base) ai calanchi, dai boschi ai pascoli, dai prati alle praterie arbustate e ai cespuglieti. I boschi sono costituiti essenzialmente da cerro e carpino, un raro esempio di foresta mediterraneo-montana. La Riserva è stata istituita per i valori floristico-vegetazionali e paesaggistici che la caratterizzano, ma ospita anche presenze di rilevante interesse zoologico.

Riserva naturale Regionale dell'Alpe della Luna

La Riserva si estende su un vasto comprensorio che, dallo spartiacque dell'Alpe della Luna, degrada sia verso la Valtiberina, sia verso le Marche. La superficie complessiva è di 1540 ettari, mentre la sua altitudine va da circa 520 a 1453 metri. Si tratta essenzialmente di un vasto territorio boscato (l'86% della superficie è occupato infatti da boschi), con significative presenze, comunque, di ambienti non forestali. Alle quote superiori predomina la faggeta, mentre più in basso si trovano boschi di cerro, carpino nero, ecc. La singolarità dell'Alpe della Luna sta nell'elevato isolamento che ha permesso di mantenere quest'area in uno stato ancora pressoché selvaggio; non vi sono grandi strade di comunicazione, ma solo strade forestali e sentieri per l'escursionismo, e non sono presenti al suo interno insediamenti abitativi significativi.

 

 Fonte: parks.it

 

Segnaliamo inoltre nella provincia di Arezzo anche lo ZOO Park di Poppi (AR)

 

Galleria Foreste Casentinesi

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