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Camperchi: vignaioli per vocazione

CamperchiIl periodo della vendemmia è il più importante per un vignaiolo e riuscire a scoprire le emozioni che si nascondono dietro il rituale della raccolta è sempre affascinante per tutti coloro che amano il vino e ciò che si nasconde dietro ogni sorso. È proprio in questo contesto che il Movimento Turismo del Vino Toscana promuove uno degli eventi più cool per gli enoappassionati che con “Cantine Aperte in Vendemmia” possono arrivare nelle aziende e vivere in diretta il rituale della raccolta.

Immagine allegata al comunicato stampa.

In un viaggio virtuale tra le cantine toscane si approda a Camperchi, dove ciò che rende speciale la vendemmia non è solamente la realizzazione di un anno di lavoro, ma è soprattutto la sorpresa che riserva ogni anno e che non stanca mai. L’esperienza insegna a capire quando i frutti hanno completato la loro maturazione e sono pronti ad essere colti, ma il bisogno di mettere in salvo le uve prima che possa arrivare una grandinata spesso è difficile da sedare.

“In questo lavoro - raccontano da Camperchi - la fiducia è fondamentale, quasi quanto la capacità di agire in fretta e di fare, a volte, dei sacrifici. Magari è esagerato parlare di “vocazione”, ma sicuramente ogni viticoltore compie un atto di fede, in questo periodo più che mai. Ogni vitigno suscita emozioni e dona a ciascun vino un’impronta di carattere, ma forse tra tutti il Sangiovese è quello a cui facciamo più attenzione, sia perché è il simbolo di questa terra, sia perché è l’ultimo ad essere vendemmiato".

Parlando di ospitalità, a Camperchi, gli enoturisti che arrivano in azienda hanno l’opportunità di immortalare il vigneto Morcaggiolo, in cui sono impiantate vigne di Sangiovese. I filari densamente impiantati e la pendenza della collina donano una vista mozzafiato.

“Se dobbiamo scegliere un vino della nostra produzione - spiegano i vignaioli di Camperchi - possiamo nominare l’Anno 0: un blend di Sangiovese al 70% e altri vitigni. Il perchè di questo nome? Si tratta del nostro primo vino prodotto e crediamo che rappresenti l’emblema della fusione della grande tradizione vinicola toscana con la tecnologia più all’avanguardia. L’Anno 0 bilancia perfettamente il sapore pieno dei primi piatti con sughi importanti, ad esempio le tagliatelle al sugo di cinghiale. Inoltre è ottimo degustarlo insieme ai formaggi a pasta dura”.

(Movimento Turismo del Vino, comunicato stampa)


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