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Papposileno, enoteca a Cavriglia

La nostra personale esperienza al ristorante enoteca Il Papposileno di Cavriglia dove siamo stati a cena sia con menù alla carta sia a cene degustazione organizzate a tema (abbiamo partecipato ad esempio alla serata dedicata alle birre artigianali toscane).

I sileni sono figure della mitologia greca, divinità dei boschi di natura selvaggia e lasciva, imparentati con i centauri e nemici dell'agricoltura, molto spesso assimilati ai satiri, tanto che il termine sileno viene anche usato per indicare un satiro anziano, chiamati anche papposileni (definizione tratta da Wikipedia).

Il nome dell'enoteca ha origine da una di queste figure, per l'esattezza il Papposileno per eccellenza, quello che appare costantemente al fianco di Dionisio e che, secondo tradizione, lo allevò ed iniziò all’arte del vino e del buon vivere. Papposileno è dunque un luogo dove gastronomia, cultura, storia e tradizioni si fondono in una proposta semplice ed originale.

Per farvi capire quanto amiamo questo posto vi dico soltanto una cosa: dista oltre 100 chilometri da casa nostra e tutte le volte che ci siamo andati, siamo andati non per fare un giro ad Arezzo ma esclusivamente per andare a cena in questa enoteca ricavata all’interno delle antiche cantine restaurate del Monastero di Cavriglia (risalente all'anno 1100). Le foto che vedete ci sono state gentilmente concesse da Francesco Tarsia, amabile e sapiente titolare dell'enoteca che ormai ci conosce bene: è persona preparata e gentile e, se lo andrete a trovare, non esitate a chiedere ogni tipo di informazioni non solo sui piatti da ordinare ma anche consigli sulla cucina o sul vino in generale (se qualcuno è interessato ho letto sul suo sito, cosa che non sapevo e che chiacchierando non mi aveva mai detto, che organizza anche stage di cucina per piccoli gruppi).

Cosa troverete al Papposileno? Beh, innanzitutto cortesia e prodotti di altissima qualità: pane biologico fatto da loro, materie prime reperite da produttori locali secondo la stagionalità (guardate il video qui sotto, trovato sul suo canale youtube), o comunque, in qualche caso da produttori un po' più lontani ma sempre d'eccellenza: pensate che il pesce (sì, perchè al Papposileno si mangia anche dell'ottimo pesce) lo va a prendere direttamente Francesco, una o due volte alla settimana (in base alla quantità di prenotazioni che ha di volta in volta) facendosi più di due ore di macchina, da un pescatore di Porto Ercole, sull'Argentario, Roberto Carotti.

L’ambiente è, pur non potendosi definire "elegante", molto bello: ricavato come vi dicevo nelle cantine di un vecchio monastero, vi troverete immersi nel passato, sovrastati dall'antica struttura architettonica e circondati da silos conici in mattoni rossi. L'enoteca è molto fornita, per darvi i numeri esatti prendo le informazioni direttamente dal loro sito: "vanta una selezione di oltre 300 produttori italiani e toscani, di cui 130 già inseriti in carta, con quasi 400 etichette tra cui oltre 200 vini rossi, 80 vini bianchi, 10 rosé, 60 vini dolci e speciali, 40 spumanti; la birroteca ha una carta sempre aggiornata di birre artigianali italiane ed internazionali".

Ma veniamo al dunque: cosa si mangia al Papposileno. Essendoci stato più volte (tra cui una, un 31 dicembre di qualche anno fa, nella quale Francesco ebbe la brillante idea di organizzare come fa sempre il cenone di fine anno con menù alla carta ed un prezzo, nonostante questa scelta sicuramente di qualità per il cliente, molto competitivo) vi posso elencare un sacco di piatti provati: sformatino di zucchine e pecorino fresco dell'Ascione (è un torrente vicino Arezzo), riso nero alla crema di zucca e Castelmagno d'alpeggio, la paella spagnola (era una serata a tema con menù fisso, cosa che generalmente odio tranne in casi eccezionali nei quali "conosco" bene il locale e il ristoratore), il tortino di cioccolato fondente con nocciole della varietà Tonda di Giffoni IGP, il sorbetto alla liquirizia calabrese (per chi come me ama la liquirizia, una cosa fantastica: pensate che una volta sono riuscito a farmi regalare da Francesco un pezzo di liquirizia purissima "spaccato" dalle enormi mattonelle di liquirizia che lui acquista per il ristorante). La spesa in genere si aggira sui 40 euro caffè e amaro compresi, sempre che facciate i bravi e non vi facciate attrarre da preziose bottiglie di vino di qualità particolarmente pregiata che al Papposileno non mancano certamente! Per spiegarvi quanto il titolare sia attento alla trasparenza nei confronti del clientl vi consiglio di leggere sul sito internet la loro politica prezzi e materie prime usate in cucina.

Per chi poi non si accontenta di un caffè "normale" e vuol finire in bellezza, facendo uno strappo alla regola ed anche al portafogli, vi potete sbizzarrire con la scelta di miscele di altissimo pregio sulla carta dei caffè: hanno persino il costosissimo Kopi Luwak (leggi come nasce sulla rubrica della chimica) di cui si sente spesso parlare ma che è difficile da trovare in Italia, una varietà prodotta con i frutti del caffè, ingeriti, parzialmente digeriti e defecati dalla civetta delle palme comune, un animaletto che vive nelle isole indonesiane.

Il ristorante enoteca Papposileno si trova a Cavriglia (provincia di Arezzo) in via Anna Frank n. 2 (telefono: 347.4758003 - sito internet: www.papposileno.com).

(ToscanaGo, 25 dicembre 2012. Vedi la scheda Mangiare e dormire ad Arezzo e dintorni)

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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Francesco Tarsia, titolare dell'enoteca Papposileno, sommelier professionista ufficiale A.I.S. (Associazione Nazionale Sommeliers) e degustatore di formaggi dell’ O.N.A.F.(Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi), illustra in questo breve video alcuni piccoli segreti della qualità della cucina del suo ristorante:

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