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Arezzo: la provincia delle valli e dei fiumi

La Provincia di Arezzo confina con l’Emilia Romagna a nord-est, con la provincia di Firenze a nord-ovest, con le Marche e con l'Umbria a est e con la provincia di Siena a sud-ovest. E’ attraversata da tre importanti fiumi che ne hanno determinato la storia: il Tevere, l’Arno ed il Chiana.

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Il territorio della provincia di Arezzo si apre al centro in una pianura attorno alla quale si diramano a ventaglio quattro valli (Casentino, Valdarno, Valdichiana, Valtiberina) fra le quali s’innalzano quattro gruppi di monti. Le vallate intorno alla fertile pianura di Arezzo rappresentano la maggiore attrattiva del territorio. Ciascuna di esse ha un suo aspetto particolare ed un paesaggio inconfondibile.

Arezzo si trova sul pendio collinare di un’ampia conca naturale, alla confluenza delle quattro vallate. La città, centro di commercio agricolo e industriale, ha una storia antichissima ed è custode di tesori d’arte inestimabili conservati nelle chiese, nei palazzi e nei musei. Basti pensare ad esempio al ciclo di affreschi di Piero della Francesca che narrano "La Leggenda della Vera Croce" e al Crocifisso di San Domenico di Cimabue. Da secoli nella città ogni anno si svolge la Giostra del Saracino, spettacolo pittoresco che, per gli aretini, costituisce una gara di fierezza in cui è in gioco la forza e l’onore degli antichi quartieri.

A sud della città si apre la Val di Chiana. Un tempo paludosa, è stata trasformata, grazie ad una serie di canali, nella zona più fertile della zona. A ovest e a est è affiancata da gruppi di colline e di monti. La Valdichiana ha un’ampia estensione pianeggiante delimitata da zone collinari che in alcuni casi divengono increspature montuose. Vi si trovano i centri di Cortona, Castiglio Fiorentino e Lucignano.

A ovest si estende il Valdarno, ampia e luminosa vallata percorsa dall’Arno, ricca di ulivi e cipressi, di industrie e di traffici. La recingono le Colline del Chianti e la dorsale appenninica del Pratomagno. Il suo territorio, omogeneo dal punto di vista morfologico, secondo alcuni è stato oggetto degli studi paesaggistici di Leonardo da Vinci per lo sfondo della Monna Lisa. I comuni più noti sono San Giovanni Valdarno (patria del Masaccio) e Montevarchi.

Il Casentino corrisponde all’alta valle dell’Arno. Verdissimo e pittoresco, si estende a nord di Arezzo. Risale accompagnato dall’Arno fino al Monte Falterona dove nasce il fiume. Sulle alture si coltivano vigneti e uliveti. Più in alto troviamo foreste di abeti tra cui quelle famose di Camaldoli e della Verna, importanti santuari religiosi e mete turistiche. Il suo territorio comprende molte pievi e castelli medioevali fra cui quello dei Conti Guidi a Poppi. Sul crinale dell’Appennino tosco-romagnolo si estende il Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi interessante per l’aspetto paesaggistico e faunistico. A Camaldoli si trova il monumentale Castagno Miraglia dichiarato Monumento Nazionale dal WWF. Il più importante centro è Bibbiena, un’operosa e vivace cittadina.

Nella parte più orientale della provincia troviamo la Val Tiberina, una conca fitta di colture. Vi scorre un breve tratto del Tevere che nasce dal Monte Fumaiolo. La sua bellezza è stata celebrata da poeti e viaggiatori. Le sue cittadine e i suoi borghi formano un tessuto storico ed artistico prezioso. E’ la patria di Piero della Francesca chi qui, a Sansepolcro e a Monterchi, ha lasciato alcune delle sue opere. Vi si trova uno dei borghi più belli d’Italia, Anghiari, che fu teatro di una storica battaglia, soggetto di una pittura di Leonardo. Ricordiamo infine il piccolo borgo di Caprese, patria di Michelangelo Buonarroti.

Le quattro vallate sono fertili e vi si coltivano la vite, l’ulivo, alcuni cereali e la barbabietola, oltre ai castagni che abbondano naturalmente nei boschi. Vanno ricordati i famosi buoi chianini ottimi per la carne, mentre ovini e suini sono allevati per gli squisiti prosciutti ed i gustosi formaggi pecorini.

(ToscanaGo, 28 marzo 2013)

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